|
|
|
|
|
UNA
DOMENICA NELL'OLTREPO PAVESE
|
|
In
provincia di Pavia, a Salice Terme, Godiasco, Montesegale.
Una meta domenicale per passeggiate in collina, per chi nel
fine settimana fugge la folla e i rumori della città.
E per chi è un buon gustaio e non disdegna un bel pranzo
domenicale. In particolare si consiglia:
la trattoria La Fornace (tel.0383-99078) E' una trattoria
a gestione familiare, con piatti e vini tipici e genuini,
di produzione propria (menu fisso). Meglio prenotare (circa
20 coperti).
Da visitare nei dintorni, il Santuario di Sant'Alberto.
|
|
|
 |
 |
IL
PARCO REALE DI MONZA 20km |
|
| Dalla
stazione FS di Monza si sale a destra fino ad un incrocio. Attraversatolo
in direzione della fontana, si procede lungo Via Italia percorrendola
tutta sino all'Arengario. Continuando per via Carlo Alberto
si raggiungono dei giardini da costeggiare sul lato sinistro
fino al sottopasso ed alla Villa Reale i cui giardini non sono
accessibili in bici (la loro visita richiede circa un'ora):
i mezzi possono essere lasciati presso il casello del parcheggio
automobilistico. Procedendo per il cuore del Parco, dal viale
che lo attraversa si continua fino al bar sulla sinistra, dove
si svolta per poi deviare subito a destra in discesa fino all'ippodromo.
Mantenendosi paralleli al rettilineo del tracciato, si continua
fino a una deviazione a destra e al complesso del Mirabello.
Qui si svolta sinistra e, ad una fontana, a destra lungo uno
sterrato che costeggia una cascina e prosegue (variante pianeggiante
al bivio) fino alla recinzione dell'autodromo. Oltre il cancelletto,
si procede oltre il rettifilo delle paraboliche, sul tracciato
ormai in disuso. Proseguendo fino alla curva nord, la si percorre
fino ad oltrepassare l'attuale tracciato di gara, dopo il quale
si svolta a sinistra e ancora a sinistra, per imboccare il sottopasso
che, costeggiando la pista, raggiunge la Porta dei Cervi. Girando
a sinistra, si torna verso il villaggio dei box e, oltre, al
percorso dell'andata. |
|
|
 |
 |
IL
PARCO DELLE GROANE 36km |
|
Dalla
stazione ferroviaria di Serenella si imbocca la strada perpendicolare
ai binari, nelle vicinanze del canale Villoresi, in direzione
dell'ospedale.
Ancora su questa fino ad un trivio, si ignorano le deviazioni
per Senago e Cesate e si procede rettilinei verso Solaro. Raggiunto
un parcheggio sulla sinistra, si svolta in direzione di questo
per la pista ciclabile che attraversa la pineta. Ad un successivo
parcheggio, si volta a destra e, ancora su ciclabile, si procede
fino a tornare sul proseguimento della strada precedentemente
abbandonata, dove si svolta a sinistra per oltrepassare l'asfalto
ed arrivare ad un bivio sulla pista delle bici. Ancora a sinistra,
si costeggia la brughiera fino alla SS 527 Monza - Saronno ed
al Centro Parco delle Groane, sul lato opposto della direttrice
viaria. Superatela, costeggiando l'area degli edifici, si continua
fino ad un'altra strada, ormai in comune di Ceriano laghetto.
Oltre, si prosegue su ciclabile e, con andamento curvilineo,
si attraversano numerose aree boschive fino ad una fornace dove
è allestito il centro informazioni. Procedendo lungo
la pista, si ignora la variante a destra di un bivio per continuare
fino ad una folta pineta adiacente un bosco di latifoglie con
aree attrezzate per il pic-nic. Il ritorno avviene sul percorso
dell'andata. |
|
|
 |
 |
IL
PARCO AGRICOLO SUD MILANO 26km
Tra canali ed abbazie
|
|
| Da
Milano, Piazzale Corvetto, si imbocca Viale Omero in direzione
della periferia e si continua tra i campi sino all'Abbazia di
Chiaravalle. Dopo la visita, aggirando il complesso, si oltrepassa
la ferrovia e si attraversa Chiaravalle fino al bivio presso
la periferia, dove si svolta a destra per la strada interpoderale
che raggiunge la Cascina Tecchione e l'omonima cava (a destra
e a sinistra ai due bivi in sequenza). Entrati in Sesto Ulteriano,
si attraversa il paese fino ad una rotatoria dove si svolta
a sinistra per superare un cavalcavia ed immettersi su una seconda
rotatoria, dopo la quale si svolta a destra per raggiungere
Viboldone e la sua abbazia, al margine opposto delle case, oltre
il fiume. Tornati sulla strada di provenienza, al bivio si sceglie
la sinistra per percorrere due cavalcavia inframezzati da un
sottopasso, tutti a cavallo delle tangenziali di Milano. Immessi
sulla SP 164 verso Locate Triulzi, si continua fino al suo centro
che si raggiunge incontrando la chiesa di San Vittore, Palazzo
Salazar e, in fondo alla via a sinistra, palazzo Trivulzio.
Da qui si torna verso Milano superando il passaggio a livello
e seguendo per Opera. Attraversando completamente il paese,
alla periferia nord una rotonda propone a sinistra l'estensione
Mirasole. Tornati in Opera si continua a sinistra, sotto la
tangenziale e fino a via Ripamonti. A destra, in via M. D'Agrate,
si ritorna alla partenza. |
|
|
 |
 |
DA
SANT'ANGELO LODIGIANO A SAN COLOMBANO 32km
Un'isola di verde, fra viottoli e vigneti
|
|
| Dalla
Piazza del Castello di Sant'Angelo ci si orienta in direzione
opposta al maniero per uscire dall'abitato, superare la circonvallazione
e procedere verso Graffignana. Ad una brusca curva a sinistra
della strada principale, si prosegue per il viottolo che si
origina rettilineo superando un primo nucleo abitato e si raggiunge,
svoltando a destra al bivio, Monteleone. Nel piccolo abitato
si svolta a sinistra e quindi ancora a sinistra verso Miradolo,
che si oltrepassa fino a raggiungere la SS 234. Continuando
oltre la strada e il passaggio a livello, ancora tra i campi
si giunge a Chignolo Po e lo si attraversa per la strada principale
fino ad arrivare al suo castello. Aggirato il parco della rocca,
si svolta a sinistra e, superando un'ultima volta la statale,
si ritorna in direzione nord verso San Colombano. Raggiunto
il borgo medioevale, si abbandona l'anello tangenziale per svoltare
alla seconda a sinistra e attraversare la cittadina fino a Piazza
Don Gnocchi (castello). Uscendo dall'abitato al lato opposto
a quello d' entrata si procede fino ad un bivio dove si svolta
a sinistra per una strada minore per tornare su piccole strade
di campagna. Ad una successiva biforcazione, si svolta a destra
e quindi a sinistra per raggiungere il proseguimento della via
utilizzata in uscita da Sant'Angelo. (a destra al bivio seguente).
Da gustare le specialità vinicole e culinarie dell'area
di San Colombano.
|
|
|
 |
 |
DA
SOLFERINO A CASTELLARO LAGUSELLO 24 km
Tra borghi e fornaci nelle colline mantovane
|
|
Dall'Ossario
di Solferino si abbandona l'abitato in direzione sud fino ad
un grosso stabilimento sulla destra, all'altezza del quale si
svolta a sinistra attraversando un campo ed imboccando una via
in salita tra le case.
Raggiunto il crinale di un colle, si procede fino all'incrocio
su una strada asfaltata, dove si svolta a destra e in seguito
a sinistra per raggiungere Cavriana. In paese, al temine della
salita si sceglie la variante di destra per scendere fino ad
una curva e ad una via a sinistra in direzione della Pieve Romanica
e di una fornace. Tornando in centro al paese in cima a una
salita, si imbocca la variante precedentemente ignorata e si
continua fino ad un ulteriore incrocio, al quale si procede
rettilinei per una leggera salita seguita da una lunga discesa
serpeggiante tra i campi. Al bivio presso una cappella si tiene
la destra per raggiungere Castellaro Lagusello e il laghetto
su cui si affaccia il borgo fortificato. Dall'uscita del ponte
di accesso al forte, si procede rettilinei aggirando la collinetta
a nord del paese e si continua scegliendo la sinistra ai tre
bivi in sequenza. Raggiunta Pozzolengo, ancora a sinistra si
ritorna in direzione di Solferino, che si raggiunge mantenendosi
sulla strada principale.
Zona caratteristica per la produzione vinicola e culinaria.
Il percorso riveste anche un interesse storico, per i siti delle
grandi battaglie risorgimentali. Castiglione delle Siviere ospita
il museo dedicato alla organizzazione umanitaria mondiale, sui
luoghi della solidarietà dimostrata dai soccorritori
durante la battaglia del 1859 tra austriaci e franco-piemontesi.
|
|
|
 |
 |
DA
SARTIRANA A LOMELLO 27 km
Alla scoperta della Lomellina: torri e castelli riflessi
nelle risaie |
|
| Dalla
stazione ferroviaria di Sartirana ci si inoltra nell'abitato,
raggiungendo il centro e la piazza del castello. Da qui, spalle
alla struttura, si svolta a sinistra in direzione di una chiesa
e si procede fino ad incrociare la via principale, su cui ci
si immette svoltando a destra e procedendo fino a superare il
passaggio a livello, dopo il quale si svolta a sinistra. Raggiunta
la strada che funge da circonvallazione all'abitato, la si supera
inoltrandosi lungo la stretta via interpoderale tracciata tra
le risaie. Con un susseguirsi di curve a gomito , si costeggia
una caratteristica cascina abbandonata e si raggiunge Semiana,
entrando dal lato sud del paese. Appena prima delle case, un
viottolo sterrato sulla destra raggiunge i ruderi del palazzo
nobiliare del borgo. Il piccolo abitato è interamente
affacciato sulla strada che lo attraversa sull'asse est-ovest:
svoltando a destra , si procede fino a un successivo bivio,
dove si svolta a sinistra, ritornando tra i campi e le rogge.
Su strada ancora poco battuta ma più ampia della precedente,
si procede fino alla deviazione per la cascina Terno, riseria
che rispecchia la tipica struttura della corte lomellina. Tornati
sull'asfalto, si raggiunge in breve Lomello e la grande piazza
dove sorge il Castello. Da qui, un viottolo selciato tra i muri
conduce al battistero San Giovanni ed alla Chiesa di Santa Maria
Maggiore. |
|
|
 |
 |
DA
RIVANAZZANO A SAN PONZO SEMOLA 27 km
Un paradiso per le bici nella vallata principale dell'Appenino
Pavese |
|
Dalla
Piazza Giovanni XXIII in Ravanazzano si entra in via Leidi e
si punta in direzione di Salice Terme.
Attraversando la località si costeggia il celebre parco
termale, si ignorano le indicazioni per Godiasco e per Pozzol
Groppo per procedere invece seguendo la direzione della vallata
fino a superare Montalfeo ed avvistare il fiume, percorrendo
la strada parallela sul versante orografico sinistro (destro
nella direzione di marcia). Senza cambiare sponda, si procede
superando una rotonda e percorrendo dei saliscendi fino ad un
ponte, che si attraversa per percorrere un breve tratto di statale
(a destra fino alla località San Zanre). Svoltando a
destra per oltrepassare un'ultima volta il fiume, appena superata
l'acqua si tiene la sinistra per uno sterrato leggermente in
discesa che conduce ad una cascina e ad un mulino. Mentre ancora
a sinistra si scende al greto del torrente, a destra si procede
immettendosi su una strada asfaltata che, con andamento sinuoso
tra i campi, raggiunge San Ponzo di Semola. Una piacevole estensione
all'itinerario è quella che attraversando il piccolo
paese fino al bivio tra le case, svolta a destra inoltrandosi
nella vallata a monte dell'abitato e raggiunge in costante salita
la Grotta di San Ponzo.
Numerosi fossili sono presenti nel tratto che va verso la Grotta.
Salice e Rivanazzano sono frequentate per i poteri terapeutici
delle rispettive Terme. |
|
|
 |
 |
DA
CASTIGLIONE OLONA A CASTELSEPRIO 27 km
Tra i boschi del basso varesotto alla scoperta della culla
della civiltà per l'intera area padana
|
|
| Dal
centro storico di Castiglione Olona si scende attraverso l'Arco
di Ponente lungo le antica mura fino al Ponte Romano, che si
attraversa per svoltare a sinistra e percorrere in salita dei
tornanti fino a raggiungere il margine della Valle dell'Olona.
Scegliendo la sinistra ai due bivi strettamente consecutivi,
si procede in direzione sud fino a raggiungere l'abitato di
Gornate Olona. Al trivio nel centro del paesino si svolta a
destra e si continua lungo la strada, abbastanza sinuosa, in
direzione di Carnago: non si deve raggiungere l'abitato, ma
alla prima traccia asfaltata a sinistra (in prossimità
di una casa) si gira per raggiungere in breve un'altra strada
asfaltata dove si svolta a sinistra e quindi ancora a sinistra
per Castelseprio. Nel centro del paese, l'area archelogica si
trova imboccando allo stop la strada a sinistra e proseguendo
fino al termine dell'asfalto. Anche se vicino in linea d'aria,
per scendere a Torba bisogna ritornare in Castelseprio, ignorare
la strada da cui si era arrivati e svoltare a sinistra nella
via in netta discesa. All'immissione su un'altra strada, a sinistra
si arriva in prossimità del monastero di Torba. Dopo
la visita si prosegue per riattraversare Gornate ed immettersi
sulla direttrice percorsa durante l'itinerario di avvicinamento. |
FRIULI
VENEZIA GIULIA
|
|
Tra
presente e passato
|
Ragogna
(capoluogo: S. Giacomo) a due passi da S. Daniele (quello dei
prosciutti) e a mezz'ora da Udine.
La primavera è il mese più indicato per visitare
questa zona che si schiude come un fiore e che offre svariate
opportunità per trascorrere piacevolmente il vostro weekend:
dalle vicine Alpi Carniche, alla costa adriatica (Grado...),
al fiume (Tagliamento, Isonzo....), alle gite culturali alla
ricerca delle radici storiche (da Giulio Cesare e gli antichi
romani alla prima guerra mondiale);
ottima verde campagna con possibilità di passeggiate
a cavallo, ideale per gite in moto e soprattutto buona cucina
a prezzi veramente modici (si riesce a fare un pasto completo
anche con quindicimila lire nei localini più alla mano).
A non più di 100 chilometri da Udine potete visitare
Palmanova (famosa cittadina
a pianta stellare con sole tre entrate obbligatorie, circondata
da mura e fossato), Aquileia (antica
città romana con basilica) Redipuglia
(famosa per il sacrario della I guerra mondiale e relativo museo),
Grado (cittadina sul mare
con i vicoletti della parte antica simili alle calli veneziane),
Trieste (città un
po' decadente e non più rilevante come in passato e il
vicino castello di Miramare di Massimiliano D'Asburgo e moglie
Carlotta, con relativo immenso parco collinare ricco di piante
di ogni genere).
Qui la gente è solida, laboriosa, fiera della propria
"friulanità", molto regionalista, pur riconoscendo
gran valore allo stato italiano, al quale sono state date molte
vite in passato (in proposito a pochi km si può andare
a visitare la famosa Caporetto, ormai oltre confine) Si consiglia
di partecipare alla festa del prosciutto, a fine agosto (in
quell'occasione tutti i prosciuttifici sono aperti al pubblico
con grandi tavolate....e mercatino e festeggiamenti nel paesino).
Mezzi: consigliabile il treno per arrivare in zona, in
considerazione del consueto traffico sulla Mi/Venezia, soprattutto
le immancabili code a Venezia per il cambio di autostrada; altrimenti
trovare orari giusti o ....la moto.
Ottima la trota in riva al Tagliamento, a prezzi stracciati,
e buon ristorantino sempre a base di pesce sulla Darsena di
Grado.
Udine è la classica città provinciale dove la
domenica sono tutti in ghingheri e "sfilano" per P.zza
S.Giacomo e dintorni; la zona è tutta da girare, i dintorni
sono molto verdi (grazie alla piovosità) e il traffico
nelle strade locali è veramente scarso (non sarebbe male
girarla in moto. |
TOSCANA
|
| CAMPAGNA
IN LIBERTA' |
A
San Gargano
in provincia di Siena, possibilmente nel periodo
primavera-estate.
Oltre alla bellezza del paesaggio c'è una vecchia chiesa
o cattedrale intatta ma senza la ricopertura, tipo quelle che
ci sono in Francia o in Inghilterra. |
|
|
| VACANZA
GASTRONOMICA IN TOSCANA
|
Ad
Aghiari e dintorni, in provincia di Arezzo.
Terra dai 1000 profumi, sapori, grandi mangiate e bevute. Si
consiglia di tenere spazio nel bagagliaio per portare a casa
un po' di vino, cantuccini, spacialità varie.
Il paesaggio è fantastico.
Attorniato da pievi e castelli Anghiari gode del meraviglioso
scenario dell'Alta Valle del Tevere, anfiteatro naturale denso
di spiritualità francescana. Un'atmosfera selvatica,
incontaminata, ricca di boschi secolari punteggiati da monasteri
e siti archeologici. Piazzette e vicoli stretti ospitano botteghe
antiquarie e laboratori di restauro del mobile; le torri e le
chiese conservano capolavori di pittura e di scultura. Tutto
il centro storico offre ad ogni angolo scorci panoramici
Anghiari è da visitare tutto l'anno grazie alla sua vitalità
culturale: fiere ed esposizioni, mostre, feste popolari. I visitatori
godono del fascino del borgo coinvolti tra fiere, mercati e
spettacoli all'aperto.
Come ristoranti si consiglia il Castello dei Sorci (Anghiari)
e l'Asino D'oro (Orvieto)
E per chi vuole dare un'occhiata ai dintorni: Montalcino, Volterra..
|
SARDEGNA
|
| TISCALI |
In
provincia di Nuoro, nella valle di Lanaittu e poi al villaggio
nuragico di Tiscali.
Per scoprire cos'era Tiscali prima dell'epoca del villaggio
globale si consiglia pranzo a sacco e una visita alla zona del
Gennargentu e alla costa di Baunei
|

LAZIO
|
ALL'OMBRA
DEI CASTELLI
I COLLI ALBANI
Se
siete a Roma nel periodo estivo, e avete un weekend a disposizione,
una gita ai Colli Albani,
mescolandovi alle migliaia di romani che la domenica vi salgono,
è quello che vi proponiamo.
I Castelli si raggiungono in auto da Roma per le vie Appia,
Tuscolana e dei Laghi, o dall'autostrada del Sole.
Trattorie, ristoranti, fraschette (i locali dove si acquista
il vino ma si porta il cibo da casa) ma non solo. I castelli
offrono molte altre cose. A una ventina di chilometri da Roma,
le colline vulcaniche che culminano nei 949 metri del Monte
Cavo ospitano due laghi ( Albano e Nemi) , foreste di castagno
e di querce, panorami che spaziano dalle vette dell'Appennino
alla costa del Tirreno fino al Circeo.
Il Parco dei Castelli ha sede a Rocca di Papa. Tra le zone più
adatte per passeggiate ci sono la sponda meridionale del Lago
Albano, i boschi dell'Artemisio e la Via Sacra. Si può
andare in canoa sul Lago Albano e praticare il birdwatching
alla Doganella.
E accanto ai laghi e ai panorami c'è la storia. Tagliati
dalla Via Appia i Castelli (o Colli Albani) ospitano monumenti
romani come il Cisternone di Albano, il Teatro e i Sepolcri
di Tuscolo, la via Sacra del Monte Cavo, il Tempio di Giunone
e Lanuvio.
Nei centri più vicini a Roma, come Frascati e Albano,
l'edilizia moderna ha in parte sepolto le eleganti architetture
del passato. Ma non tutto è perduto. Il Parco dei Castelli
romani, istituito nel 1984, ha iniziato a proteggere ciò
che resta della natura di queste alture create dalle eruzioni
di 5000 anni fa. Oggi per esplorare i Colli Albani occorre compiere
un percorso a zig zag, evitando le zone invase dal cemento e
concentrandosi sui luoghi che conservano il fascino del passato.
Tra questi, spiccano i palazzi e le ville costruite nel Cinque
e nel Seicento per le grandi famiglie della nobiltà romana.
L'esplorazione di ville e palazzi può durare settimane.
Chi ha meno tempo a disposizione può partire dalla bianca
villa Chigi di Ariccia, che domina il paese e il viadotto fatto
costruire tra il 1847 e il 1854 da Pio IX. Progettato dal Bernini,
l'edificio comprende la rotonda chiesa di Santa Maria dell'Assunzione.
Sono aperti anche la Villa Ferrajoli di Albano, che ospita il
museo archeologico, e il Palazzo Borghese di Monteporzio Catone,
che domina il paese e i suoi vigneti. Il Castello Savelli di
Rocca Priora ospita invece il Municipio.
A Frascati sono aperte al pubblico Villa Torlonia e il parco
di Villa Aldobrandini. Non è visitabile nemmeno part-time
l'edificio più celebre dei Castelli, che ha preso il
posto della villa dell'imperatore Diocleziano. Iniziato nel
1624 dal Maderno per volere di Urano VIII, il Palazzo Papale
di Castel Gandolfo è stato completato quarant'anni dopo
dal Bernini su incarico di Alessandro VII. Oggi i pontefici
vi trascorrono gran parte dell'estate.
Da non perdere: l'abbazia di San Nilo a Grottaferrata, con il
portico del San Gallo e la Chiesa di Santa Maria, le rovine
di Tuscolo e del tempio di Diana sul lago di Nemi, il Museo
Civico di Albano, i cui custodi vi accompagnano nella visita
del Cisternone e delle catacombe paleocristiane di San Senatore. |
|
|
| |
|
|
|
|