|
|
|
|
|
Orta
sul Lago incantato
Fra
le province di Novara e Verbania (a 70 km da Milano) si trova
il lago ricco di atmosfere e suggestioni che tanto piacquero
a Balzac e a Nietzsche. Spesso frequentato da turisti stranieri,
offre al visitatore un'atmosfera quasi internazionale. In
un giorno o in un fine settimana risulta difficile riuscire
a visitare tutto il lago, anche se le distanze sono limitate.
Ricco di scorci romantici, così venne descritto da
Balzac: " Un delizioso piccolo lago ai piedi del Rosa,
un'isola ben situata sull'acque calmissime, civettuola e semplice.
Il mondo che il viaggiatore ha conosciuto si ritrova in piccolo
modesto e puro: il suo animo ristorato l'invita a rimanere
là, perché un poetico e melodioso fascino l'attornia,
con tutte le sue armonie, e risveglia inconsuete idee
è quello il lago, ad un tempo un chiostro e la vita
"
Con queste poetiche parole lo scrittore francese descriveva
il borgo di Orta San Giulio e la prospicente isola di San
Giulio, con la bella basilica, i vicoli e gli scorci
Vale
inoltre la pena di visitare anche il Sacro Monte, su
una collina proprio sopra Orta e con vista panoramica sul
lago, che è anche riserva naturale regionale e alcuni
musei curiosi come quelli del Rubinetto e dell'Ombrello,
oltre all'interessante collezione d'arte delle avanguardie
internazionali nella casa del pittore Antonio Calderara. Da
Orta, durante tutto il corso dell'anno è possibile
raggiungere l'isola di San Giulio con il servizio motoscafi.
Le partenze sono ogni 10-15 minuti, e il costo è di
5000 mila lire. Il servizio di navigazione pubblica copre,
durante la stagione estiva, le località di Orta, Isola
di San Giulio, Pettenasco, Omegna, Ronco, Pella, Lagna, Buccione.
|
|
|
IL
GIRO DELLE ISOLE BORROMEE SUL LAGO MAGGIORE
Una
giornata un po' fuori dal presente, in un'atmosfera lontana
di pace e serenità. Arrivarti a Stresa una bella colazione
al Gigi Bar, davanti all'imbarcadero. Inizio del tour: prima
isola, Isola Bella. E' la più famosa delle isole borromee,
in gran parte occupata dal palazzo barocco dei Borromeo e dallo
stupendo giardino che lo circonda. Il palazzo racchiude inestimabili
opere d'arte: arazzi, mobili, quadri. I giardini a terrazze,
ricchi di ogni varietà di piante e fiori, sono un classico
esempio di "giardino all'italiana" dell'epoca.
Si prosegue per l'Isola dei Pescatori: è uno dei luoghi
più suggestivi , pittoreschi e romantici del lago, con
i suoi vicoli stretti e le sue case semplici e modeste. Si può
cenare e pernottare qui, magari all'albergo Verbano dove ogni
stanza porta il nome di un fiore.
Il giorno dopo il giro si chiude con l'Isola Madre: è
la più grande delle isole Borromee.
Visita al giardino botanico, un giardino di piante rare e fiori
esotici nel quale vivono pavoni bianchi, pappagalli e fagiani
di ogni tipo che conferiscono al luogo un'atmosfera tropicale.
E' possibile anche visitare il Palazzo del XVI secolo, interessante
per la ricostruzione di ambienti d'epoca e per la collezione
di bambole e porcellane. |
|
|
 |
 |
PEDALANDO
NEL PARCO DEL TICINO
Da Sesto Calende al Po |
Una
domenica in bicicletta sulle rive del Ticino, all'ombra di pioppi
e querce.
Il fiume nasce in Svizzera, dal Monte Gallina, picco alto e
appartato, a metà fra Canton Ticino e Vallese e termina
la sua corsa a Pavia, al ponte della Becca.
Nel tratto da Sesto Calende al Po' il fiume è circondato
dall'immenso parco istituito nel 1974 su oltre 90 mila ettari.
Inoltrandosi alla Zelata lo scenario è quasi bucolico:
sontuosi campi di mais, orzo, piselli e prati irrigui destinati
al foraggio del bestiame..
In bicicletta si percorrono i sentieri che costeggiano i campi,
godendo dell'ombra di querce e pioppi. E appena c'è una
radura appaiono le eriche in fiore. Risalendo la riva del fiume
si entra nel folto della selva.
A settembre nel sottobosco del parco si possono trovare i mitici
porcini del Ticino.
E' però necessario essere muniti dell'apposito tesserino,
che viene rilasciato dai Comuni del Consorzio previo un piccolo
corso. E non superare i due chili di raccolta. |
LOMBARDIA
|
|
A
piona in campeggio sul lago di Lecco
Ci
si può andare in una domenica di sole, come dice la
canzone di Concato, o sostare per il weekend, per esempio
in campeggio. Spiaggia, sole, bagno, doccia, cena con gli
amici al fresco sotto le foglie di un albero di noci, mentre
le zanzare vi distruggono!! Oppure, per chi non vuole farsi
distruggere dalle zanzare, prendere la macchina, o la roulotte,
o il camper, o la bicicletta,
e spostarsi in un bel ristorante:
Conca Azzurra-Piona, Dai Goggia-Colico, Trattoria Posallo-loc.
Posallo, La Barcaccia-Verceia (SO)
Da vedere: Abbazia cistercense di Piona, via Santa
Maria
E poi
un giretto a Forte di Fuentes, a forte
di Montecchio, a Pian di Spagna
E ancora...: Madesimo, Morbegno, Gravedona, Varenna,
Perledo, Bormio, Sondrio, Campeggio Green Village, Nazionale
sud, 60 Tel. 0341-940248 Piona.
|
|
|
LAGO
DI COMO
In battello a Bellagio
Innanzitutto,
per chi ancora ne avesse un'idea vaga, ecco un'utile infarinatura
sulle generalità del Lago. E' il terzo lago italiano
per estensione dopo quello di Garda e il Verbano. La sua caratteristica
forma di Y rovesciata è data dai tre rami di: Colico
a nord, Lecco a sud-est, Como a sud-ovest con uno sviluppo
perimetrale complessivo di 170 km.
Il lago è interamente circondato da montagne di cui
la più alta è il Monte Legnone (2609 m), sopra
Colico. Fra i corsi d'acqua affluenti il più importante
è l'Adda, seguito dal Mera.
L'Adda è anche l'unico emissario: esce dal Lago di
Lecco e, dopo aver formato i laghetti di Garlate e di Olginate,
prosegue in direzione del Po. L'unica isola del lago è
l'Isola Comacina, situata nel ramo di Como di fronte a Comune
di Sala Comacina.
L'itinerario che vi proponiamo collega in battello Como con
Bellagio La biglietteria dove prenotarsi è al pontile
3 di Como.
Questo giro offre i migliori scorci panoramici sul lago e
le montagne circostanti, dal primo bacino alla Tremezzina.
Ci si avvicina ad alcune delle più importanti località
lacustri delle due sponde, Cernobbio e Tremezzo. Meta dell'itinerario
rimane comunque, dopo due ore di battello, Bellagio, "la
perla del Lario" , in splendida e privilegiata posizione,
fra i tre rami del lago di Como.
Bellagio fin dall'Ottocento è stata considerata uno
dei più importanti luoghi di villeggiatura. Si può
visitare subito il lungolago, incorniciato da alberghi stile
liberty, curiosando anche fra i negozietti che si susseguono
lungo i caratteristici portichetti e i vicoli gradinati che
costeggiano il pittoresco centro storico della cittadina.
Meritano poi una visita sia il grandioso parco di Villa Serbelloni
, oggi sede della Rockfeller Foundation, lussureggiante di
piante esotiche , roseti, rododendri, azalee, sia Villa Melzi,
di stile neoclassico con i suoi spettacolari giardini dalle
molteplici suggestioni artistiche. Una lunga passeggiata a
piedi vi porterà alla romantica chiesetta di santa
Maria di Loppia, dal tipico campanile, immersa nel grande
parco all'inglese di Villa Trivulzio.
Dopo una giornata da turisti, una cena a Pescallo, al Ristorante
La Pergola.
|
|
|
| Una
domenica al lago del segrino
La
domenica vi piace passeggiare? Camminare chiacchierando o
fare footing per tenervi in forma? Oppure vi piace correre
perché siete dei veri sportivi e dovete quindi allenarvi
costantemente? Se la risposta è sì e non abitate
molto lontano, al Lago del Segrino potreste affezionarvi come
non vi siete mai affezionati ad altri posti! Il lago è
raggiungibile da Erba attraverso la strada che superando la
Valassina conduce a Bellagio, oppure, per chi arriva da Lecco,
svoltando a destra dalla s.s. 639 poco prima di arrivare a
Pusiano. Il lago del Segrino si trova al limite meridionale
del cosiddetto Triangolo Lariano a 374 m s.l.m.; diversamente
dagli altri laghi della Brianza, ha una forma stretta e allungata
ed occupa il fondo di una valle delimitata ad est dal Monte
Cornizzolo e ad ovest dal Monte Scioscia.
Attorno al lago si sviluppa un circuito di 5 chilometri chiuso
al traffico automobilistico; ogni chilometro si trova un cartello
con l'indicazione della distanza percorsa. L'anello è
quasi completamente all'ombra; durante la stagione invernale,
quando lo specchio d'acqua è parzialmente ghiacciato,
è consigliabile coprirsi bene. Viceversa in estate
il circuito del lago del Segrino è uno dei posti migliori
dove camminare o correre evitando l'afa della pianura. Nel
1998 si è disputata, su questo anello, una 100 Km valida
come prova di selezione per il campionato europeo di specialità.
|
|
|
 |
 |
COSTEGGIANDO
L'ADDA TRA CANNETI E SPIAGGE 24 km
Da Trezzo d'Adda a Cassano d'Adda |
Una
giornata nel verde, fra canneti e spiagge, ad ammirare alcune
opere architettoniche del passato: le centrali idroelettriche
realizzate intorno all'inizio del secolo e le opere idriche
intorno all'Adda, alcune delle quali progettate da Leonardo.
Dalla piazza del Castello di Trezzo (il giardino è
sempre accessibile, e durante i fine settimana sono organizzate
visite guidate all'interno), tenendo a sinistra l'ingresso,
si costeggia il muro sul viottolo selciato in discesa fino
alla sponda del fiume. Lo sterrato prosegue prima lungo l'alzaia,
passa sotto i ponti della statale e dell'autostrada, poi si
inoltra nella campagna fino a raggiungere Vaprio. Ingnorando
il ponte che attraversa il fiume, si continua lungo la sponda
fino all'origine di un canale dove si abbandona il litorale
per imboccare un sentiero nel bosco e raggiungere una spianata
in prossimità di Groppello d'Adda. Mantenendosi lungo
il viottolo, ora carrozzabile, ci si immette su una strada
asfaltata, si svolta a sinistra e si attraversa il piccolo
abitato. Procedendo fino a Cassano, la strada raggiunge la
piazza principale del paese. All'incrocio con la statale proveniente
da Milano, si svolta a sinistra e si prosegue per cento metri
fino ad ammirare, a destra, Villa Castelbarco. Tornando
alla piazza e procedendo fino al ponte, si passa sulla bergamasca
superando le spiagge sottostanti ed ammirando il castello.
Proseguendo verso Treviglio, alla seconda curva della statale
si svolta a sinistra e si procede nella vegetazione fino a
Fara Gera d'Adda, che si oltrepassa in direzione Canonica.
Attraverso il ponte ci si ricollega all'itinerario d'origine.
|
|
|
 |
 |
PEDALANDO
FRA LE GOLE DELL'ADDA 32 km
Da Brivio a Trezzo d'Adda, fra gole e centrali |
Altro
percorso per ciclisti in cerca di tranquillità e piccole
emozioni
Dal lungofiume di Brivio si procede per la strada lungo l'argine
che, passando sotto il ponte, procede in direzione sud, inoltrandosi
nella gola dell'Adda. L'itinerario non presenta difficoltà
di orientamento né pericoli legati alla circolazione.
Lungo tutto il corso del fiume, mantenendosi sempre in prossimità
della sponda e ignorando ogni variante in salita, si scende
in direzione della corrente seguendo la stessa pendenza delle
acque. Costeggiando,si susseguono la Centrale Semenza
(anno 1920), il ponte in metallo a campata unica (1889),
e ancora le centrali Bettini, (1896) Esterle (1914)
e Taccani (1906). Il tratto di fiume pare abbia ispirato
Leonardo da Vinci per i fondali di alcuni tra i suoi dipinti.
Al grande scienziato toscano è pure attribuito il traghetto
in località Imbersago: in realtà questo è
l'ultimo rimasto di una serie di traghetti probabilmente già
esistenti prima delle visite di Leonardo in Lombardia. Ne
fu talmente affascinato (ancora oggi l'imbarcazione si sposta
con il solo aiuto della corrente) che lo ritrasse con dovizia
di particolari in uno dei suoi codici. Tra boschi, rogge,
chiesette e turbine, l'arrivo al laghetto di Trezzo segna
la fine dell'itinerario, che può essere percorso anche
partendo dai piedi della rocca trezzese (dove tra l'altro
è possibile affittare biciclette). Il ritorno avviene
lungo la stessa strada.Nel tratto presso Trezzo è disponibile
un percorso con attrezzi ginnici.
Numerosi bar e ristoranti si affacciano lungo la sponda in
prossimità dei paesi, in particolare nei pressi del
tratto di Trezzo.
|
|
|
 |
 |
LA
VAL CAVALLINA 34 km |
Una
giornata tra la grande pianura e le Prealpi bergamasche, lungo
le sponde di un lago azzurrissimo. Bellissimo percorso su
cui però fare attenzione: il frequente alternarsi dei
tratti ciclabili a quelli aperti al traffico automobilistico
impone prudenza.(da fare particolare attenzione ai diritti
di precedenza dove le ciclabili confluiscono nei comuni) Da
Trescore Balneario si attraversa la strada provinciale al
semaforo per Zandobbio e si passa il ponte sul Cherio. Appena
oltre, si svolta a sinistra fino alla zona industriale, che
si supera per raggiungere un rondò e l'inizio del tratto
ciclabile che costeggia il fiume. Ad Entratico (Buca del Corno,
grotta a 1 km dall'abitato) e oltre Borgo di Terzo, si ignora
la strada per Berzo S. Fermo e si procede attraverso un cancello
che conduce al tratto più recente della ciclabile,
sull'argine fluviale.Superato anche l'incrocio con la strada
per i colli di San Fermo, si svolta a sinistra in via Valsecca
e ci si riporta lungo la sponda precedentemente abbandonata.
Continuando lungo il corso d'acqua, si procede verso Casazza
alternando tratti di pista riservata ad altri di stretta strada
di campagna, fino alla provinciale che proviene dalla direttrice
viaria principale in direzione di Monasterolo del Castello
e della sponda orientale del Lago d'Endine. Il lago d'Endine
fu il primo lago italiano dove venne vietata la navigazione
a motore. Lungo le sue sponde è possibile noleggiare
canoe. Proseguendo verso l'abitato, si può scegliere
se attraversarlo mantenendosi a sinistra o se risalire a destra
guadagnando una posizione panoramica che aggira le case. Le
varianti si ricongiungono poco oltre, per tornare alla quota
delle acque del bacino e raggiungere San Felice al lago e
la sommità dello specchio d'acqua.
|
|
|
 |
 |
DA
ROMANO DI LOMBARDIA A CARAVAGGIO 32 km
Nella bassa bergamasca a cavallo del Parco del Serio,
in visita ad uno dei più noti santuari ed al castello
di Romano |
Da
Romano di Lombardia, visitati il castello medioevale (sede
del Parco regionale del Serio) ed il centro storico, si aggira
la rocca imboccando la strada che alle sue spalle si allontana
nella direzione opposta al ponte d'accesso. Costeggiando la
ferrovia, si raggiunge il ponte sul fiume Serio e lo si oltrepassa
per svoltare a sinistra ed approdare all'argine. Da qui, volgendo
le spalle ai ponti stradale e ferroviario, si ripercorre il
sentiero parallelo alla sponda e per radure e boschi si arriva
a una spianata al termine di uno sterrato, a destra, che si
percorre fino a raggiungere Bariano. Sulla strada che attraversa
l'abitato, si svolta a sinistra e alla fine delle case subito
a destra (indicazione per Caravaggio). Costeggiando una roggia
si giunge alla località, entrando dal lato opposto
rispetto al Santuario. Attraversando il paese tra le strette
vie e la piazza della chiesa, si prosegue in direzione della
stazione e del viale al cui termine sorge il santuario. Per
chi avesse optato per raggiungere Romano in auto, qui inizia
il percorso a ritroso lungo la via dell'andata. Chi avesse
optato per il treno, tornando sulla Circonvallazione di Caravaggio
svolterà a sinistra fino a Treviglio. In vista della
strada ferrata si devia a sinistra e , superato il passaggio
a livello, ancora a sinistra, fino alla stazione.
|
|
|
 |
 |
DA
DESENZANO A MANERBA 31 km
Scorci di medioevo e storie di pirati lungo un litorale
mediterraneo |
Al
termine del viale della stazione FS di Desenzano si svolta
a sinistra seguendo le indicazioni per Lonato. Usciti da Desenzano,
si imbocca la strada parallela alla ferrovia, si oltrepassa
la SS 11 per Brescia e si entra in Lonato, dominata dalla
Rocca. Tornando nella direzione di provenienza, anziché
puntare verso Desenzano si seguono le indicazioni Abbazia
fino alla frazione Maguzzano dove appunto si trova il complesso
(a destra in cima ad un colle). Proseguendo in direzione nord,
ad un bivio si sceglie la variante a sinistra, leggermente
in salita. Alla successiva biforcazione si svolta a destra
e ci si dirige a Padenghe (castello e palazzo gentilizio)
e a Soiano del Lago (castello), borghi fortificati collegati
da una strada panoramica. Oltrepassato il castello di Soiano,
si svolta a sinistra (indicazioni per Manerba) e percorrendo
due tornanti in discesa si raggiunge la SS 572, che si supera
per salire verso il centro di Manerba, ai piedi della celebre
Rocca. Visitato il borgo si può scegliere se scendere
al lago seguendo le indicazioni per Porto Dusano (spiaggia
e imbarcadero) o se proseguire in direzione sud per Moniga.
Raggiunta nuovamente la statale litoranea, la si percorre
fino a Desenzano e alla partenza. Per chi se la sentisse,
la penisola di Sirmione può essere una facile estensione
pianeggiante.
|
|
|
 |
 |
DA
ORZINUOVI A SONCINO IL LAGHETTO DI PIANO E PORLEZZA 32
km
Nel Parco dell' Oglio, tra borghi, castelli e leggende |
Dalla
Piazza Garibaldi di Orzinuovi, lasciandosi alle spalle il
castello si entra nella piazza centrale che si percorre fino
ai giardini. Da qui si svolta a destra e poi a sinistra in
direzione Barco. Giunti al paese si devia a destra per visitare
il castello. Tornando sulla via si raggiunge Bonpensiero:
oltrepassato l'arco di ingresso alla fine dell'abitato la
strada diventa sterrata e si tuffa in una lussureggiante campagna.
Si attraversano due tipiche cascine lombarde, si supera la
riserva naturale Isola Uccellanda e si arriva, dopo una breve
salita, al borgo di Villagana; da qui un facile e piacevole
sterrato conduce all'abitato di Acqualunga, dove merita una
visita la settecentesca villa della Volta. Svoltando a destra
si attraversa il fiume Oglio raggiungendo Castelvisconti.
In direzione di Azzanello (bella veduta della valle dell'Oglio)
girando a destra si entra in paese, si segue la via principale
fino allo sterrato per arrivare a Genivolta. Giunti all'abitato
si prende la ciclabile a destra, si lascia il centro del paese
seguendo l'indicazione cascine Bananome. Arrivati alla cascina
con i due silos, si svolta a sinistra e dopo un tratto di
strada mista si entra a Soncino. All'ingresso del borgo si
gira a sinistra e si percorre un viale alberato. Giunti ad
una santella si gira a destra per arrivare sul piazzale della
Rocca.
|
|
|
 |
 |
LAGHI
E MULINI BRIANTEI 20 km |
Dalla
stazione di Erba si attraversa l'abitato imboccando prima via
Dante e quindi via Fiume; si passa Piazza S. Eufemia e, dopo
aver visitato la chiesa omonima, si taglia lo slargo per seguire
Via Cadorna e Via San Maurizio fino a Via Alserio, dove si svolta
a sinistra verso il lago. Quasi in vista dello specchio d'acqua,
oltre la frazione Carcano, all'altezza di una cascina sulla
destra, si abbandona l'asfalto per imboccare a sinistra uno
sterrato tra i campi. Costeggiando una recinzone si svolta a
destra attraversando una zona paludosa fino in vista di un roccolo,
nel cuore della riserva del Lago di Alserio. Tornando alla strada
asfaltata, si svolta a sinistra fino a superare un parcheggio
e l'abitato di Alserio. Al suo termine, giunti ad un bivio,
si svolta a sinistra per costeggiare il lago (ora non visibile)
e raggiungere una salita, dove ancora a sinistra ci si porta
sino alla base della collina ed alla sponda. Superato il bosco,
dopo le strade a destra si procede per Nobile di Monguzzo, che
si attraversa per scendere alla statale e procedere per Merone.
Ignorando le indicazioni per i centro paese, si scende verso
la ferrovia e la si oltrepassa per raggiungere Lambrugo. A Baggero
si ammirano i mulini sul fiume ma, senza andare oltre il ponte,
si svolta a destra costeggiando l'oasi ed arrivando alla strada
ferrata, lungo la quale si incontra la stazione. Ricordiamo
che il lago di Alserio è una riserva integrale protetta
nell'ambito del Parco Regionale della Valle del Lambro. La digressione
segnalata al roccolo conduce nel tratto più nascosto
dello specchio d'acqua. Lungo il percorso si ammirano rilevanze
architettoniche come l'antica ghiacciaia di Alserio (lungo lo
sterrato presso la sponda) che forniva ghiaccio a Milano nell'Ottocento.
A Baggero sono ancora integri i mulini sul Lambro. |
|
|
 |
 |
L'IDROVIA
CREMONA-MILANO 26 km
Alla scoperta di uno dei maggiori canali d'Italia |
Dalla
stazione ferroviaria di Cremona si imbocca la fronteggiante
via Palestro proseguendo in Corso Campi e in via Verdi fino
a Piazza Stradivari. Qui, una breve digressione a sinistra
conduce alla Piazza del comune, nel suo insieme gioiello architettonico
dominato dal Torrazzo, dalla Cattedrale e dalla sede municipale.
Tornando in Piazza Stradivari, si prosegue per Corso Vittorio
Emanuele fino a Piazza Cadorna, quindi a sinistra per Via
del Giordano e ancora a sinistra per via del Sale, (noleggio
bici) Alla sponda del fiume si svolta a destra cominciando
a costeggiare, si oltrepassa via Piacenza e il ponte sul Po
e si prosegue raggiungendo e superando il ponte che scavalca
il canale che immette nel porto. Proseguendo lungo la strada
ormai in aperta campagna, si procede ignorando le deviazioni
a destra e mantenendo la direzione fino a raggiungere un'ansa
del fiume, dove si svolta obbligatoriamente per portarsi sulla
strada parallela all'idrovia, a sinistra. Continuando lungo
questa, ad un successivo bivio, si svolta ancora a sinistra
per imboccare il lungoargine e raggiungere la confluenza dell'Adda
nel Po. Al ricongiungersi dell'Argine con una strada di campagna
proveniente da destra, si svolta su questa e si ritorna verso
l'idrovia, ora costeggiandola e percorrendo a ritroso la distanza
verso Cremona. Il percorso è interessante per la confluenza
di Po e Adda, due dei principali fiumi italiani, e per l'idrovia.
Inoltre la cucina cremonese è nota in tutto il mondo
per la mostarda, il torrone, e la qualità del latte.
Ad Acquanegra, in paese oltre l'idrovia, degustazione di formaggi
presso la locale latteria (in direzione della stazione, oltre
il passaggio a livello, poi a destra).
|
|
|
 |
 |
DA
CREMA A LODI 37 KM |
Da
Piazza Garibaldi a Crema, si attraversa Porta Serio e il fiume,
poi a destra per Cremona fino alla svolta in via Marzale.
Oltre la SS 415 si arriva , per una stradina tra rogge, al
santuario del Marzale. Proseguendo per Ripalta Arpina, si
devia per Montodine, si riattraversa il Serio, e a sinistra
si raggiunge una chiesa. Appena dopo, a sinistra in discesa
si ritorna in campagna e , oltre la provinciale, a Moscazzano.
Si costeggia Villa Albergoni e al bivio si prosegue a sinistra
per attraversare il paese e raggiungere Rovereto. Si entra
nell'abitato e si continua per Credera, rimanendo sulla strada
interna parallela alla provinciale fino a Rubbiano. Seguendo
la strada in direzione Casaletto si tiene la sinistra al bivio
fino all'incrocio con la provinciale, da superare per imboccare
la strada opposta. A Casaletto si prosegue oltre Abbadia Cerreto,
poi a destra per Cadilana e Corte Palasio, dove si prende
Via delle Fontane. Usando come riferimento il campanile si
giunge a Fontana. A sinistra per Lodi si percorre un breve
tratto della SS 235, si gira a sinistra all'indicazione per
tre cascine e si continua per uno sterrato chiuso al traffico,
costeggiando la nuova circonvallazione. A sinistra di un maneggio,
dopo il Centro Canottieri, si prosegue per le vie Po, Ferrari
e Cantoni fino alla SS 235 dove si svolta a sinistra. Superato
l'Adda, al semaforo a destra e poi a sinistra fino al Duomo.
Da segnalare le sagre estive: in giugno musica nei cortili
dei palazzi di Crema; in luglio a Moscazzano festa della Madonna
dei Prati; in agosto a Crema tortellata cremasca; in ottobre
a Lodi Cursa dei Cavai, gara tra i rioni.
|
|
|
 |
 |
DA
MANTOVA AL POLIRONE 48 km
Tra il Po e il Mincio |
Dalla
stazione ferroviaria di Mantova si svolta a destra su Viale
Nuvolari, quindi a sinistra per Via Cremona e Viale Piave
fino a Piazza Gramsci, dove si imbocca Viale Repubblica e
Viale Risorgimento fino al lungolago di Vicolo Maestro. Al
ponte in direzione dell'Autostrada del Brennero, si procede
mantenendosi paralleli alla sponda . Costeggiando il Mincio
dove possibile e aggirando l'argine allontanandosi a destra
dove il passaggio è ostruito, si raggiunge la località
Virgiliana e ci si immette definitivamente sull'argine, da
ora sempre accessibile. Superata l'autostrada, seguendo il
sinuoso percorso del fiume si raggiunge il ponte a monte di
Governolo e si svolta a destra sulla strada proveniente da
questo. All'immissione sulla strada proveniente da Mantova,
si svolta a sinistra per attraversare il ponte sul Po. Appena
oltre, si svolta a destra sul percorso d'argine ritornando
a costeggiare e percorrendo tutta l'ansa fino a Gorgo e, oltre
l'argine della golena, fino a San Benedetto Po. Il ritorno
può avvenire lungo lo stesso itinerario dell'andata
o utilizzando le motonavi che collegano Mantova a San Benedetto,
in due ore e quindici minuti di navigazione. Tornati nel capoluogo,
una visita alla capitale dei Gonzaga è un'occasione
da non perdere.(tutta l'area monumentale è concentrata
a poche centinaia di metri dalla stazione).Interessante il
punto in cui il Mincio passa nel Po. Da visitare il Museo
Civico Polironiano: allestito nei corridoi che circondano
il chiostro di San Simeone, raccoglie una consistente serie
di oggetti, immagini e curiosità della cultura popolare
padana. Nel Chiostro dei secolari una collezione di carri
contadini del secolo XIX.
|
|
|
 |
 |
DA
PAVIA A BEREGUARDO 33 km |
Dalla
stazione di Pavia si svolta a destra per via Guidi e ancora
a destra in Corso Manzoni dove si supera la ferrovia per dirigersi
verso la periferia lungo Via San Lanfranco e Via Mascherpa.
Oltrepassando il sottopasso del raccordo tangenziale, si prosegue
lungo la strada prima a ridosso del Ticino, poi nella campagna
che lo circonda. Ignorando le deviazioni a destra dei numerosi
bivi in sequenza, sempre sulla strada asfaltata si superano
Torre d'Isola, San Varese e l'autostrada Milano- Genova per
sfiorare l'abitato di Bereguardo. Alla periferia si svolta
a sinistra sulla strada leggermente in discesa che serpeggiando
nel bosco costeggia una lanca e raggiunge l'alveo del fiume
presso una grande spiaggia, al margine della quale si incontra
il ponte di barche. Sulla sponda opposta si procede ignorando
le deviazioni presso i ristoranti e, mantenendosi sull'asfalto,
si raggiunge un bivio (indicazioni alternative tra Vigevano
e Garlasco). Si sceglie la sinistra e a poche centinaia di
metri ancora la sinistra in direzione di Zerbolò (ancora
a sinistra al bivio successivo). Oltrepassando nuovamente
l'autostrada, si prosegue scegliendo la sinistra ai successivi
bivi asfaltati e si ritorna a costeggiare il fiume. Rientrati
in Pavia per via Canarazzo, si procede per Via XXV Aprile
fino al Ponte Coperto, che si attraversa per salire nel centro
storico. (per la stazione a sinistra in Corso Cavour) Lungo
il percorso si incontra Bosco Grande, sulla sponda orografica
destra del Ticino, e rappresenta un raro esempio di foresta
riparia naturale.
|
|
|
 |
 |
DA
SAZZO A CAIOLO 17 km
Una valtellina alternativa, toccando i paesini della pedemontana
orobica |
Dalla
stazione di Casacce si supera il passaggio a livello e si
scende fino al ponte sull'Adda. Oltrepassato il fiume si costeggia
la sponda scegliendo la strada a destra al primo bivio. Si
continua a percorrere la strada che attraversa un secondo
ponte in località Boffetto, dove si svolta a sinistra
al bivio per procedere in direzione di un altro ponte; lo
si attraversa per tornare ancora sulla sponda orobica dopo
un breve tratto sull'ansa dell'Adda, in questa zona particolarmente
mosso. Alla biforcazione successiva, si ignora la variante
in netta salita per scegliere la destra e procedere i direzione
di Amonimi, dopo il quale si continua costeggiando la centrale
idroelettrica e si prosegue fino a Busteggia (frazione di
Piateda). Proseguendo fino al ponte del Navetto, appena prima
del passaggio si svolta a sinistra per Faedo e si procede
tenendo a destra il corso del fiume, ora non visibile. In
leggera salita, si continua fino ad immettersi su un tornante
in territorio di Albosaggia. A destra in discesa, si ignorano
le varianti ancora in discesa a destra per mantenersi nell'abitato
fino all'immettersi della strada per Caiolo. Dopo aver superato
il torrente Livrio, in paese si svolta a sinistra in salita,
per percorrere due tornanti ed un traverso pianeggiante fino
ad una curva ed alla chiesetta di San Bernardo. Ritorno a
ritroso.
|
|
|
 |
 |
DA
ANGERA AL LAGO DI MONATE 19 km |
Dalla
stazione ferroviaria di Taino-Angera si raggiunge la vicina
strada intercomunale e si continua fino a Taino, dove si svolta
a sinistra in direzione di Cheglio (frazione di Taino). Continuando
fino all'immissione su una strada più ampia, si ignora
la variante a sinistra verso il passaggio a livello per procedere
in senso opposto fino a una deviazione sulla sinistra in direzione
di Capronno. Oltrepassata la piccola frazione, al bivio si
svolta a sinistra e, su strada in leggera salita, si raggiunge
Cadrezzate, sulle sponde del Lago di Monate. Imboccando via
Solferino e da qui via al lago, si raggiunge la riva. Tornando
al bivio principale nel centro del paese, si svolta a sinistra
e, i discesa, si prosegue rettilinei fino a Barza e al passaggio
a livello. Superatolo, all'immissione sulla statale si svolta
a sinistra fino alla deviazione per Ranco(a destra). Lungo
la strada per campi e boschi si supera un parcheggio e si
procede fino ad un gruppo di villette sulla destra, al margine
del quale si notano alcune locomotive del Museo dei Trasporti
di Ranco. Procedendo, una lieve salita immette sulla litoranea
che scende bruscamente al porto di Ranco e procede per Angera.
Superato l'abitato, si ignorano le indicazioni per Sesto e
si oltrepassa nuovamente la statale in direzione di Taino
e del punto di partenza. Interessante la vista panoramica
che si ha dalla Rocca Borromea di Angera.
Da visitare il Museo di Ranco: la riproduzione di un piccolo
casello è stata completamente circondata da cimeli
ferroviari e trasformata in una curiosa stazione.
|

TRENTINO ALTO ADIGE
|
|
LAGO
DI GARDA
E' il maggiore dei laghi italiani
Racchiuso
tra Veneto, Lombardia e Trentino, il lago di Garda affascinò
Goethe, Thomas Mann, Stendhal, D'Annunzio Churcill, Maria
Callas
In ogni suo angolo offre lo spunto a visite e
soggiorni di interesse diverso: balneare e ricreativo (soprattutto
sulla sponda veronese: Gardaland e Caneva World), storico
culturale (le varie ville o le grotte di Catullo a Sirmione)
o sportivo (vela soprattutto). Riva offre acqua limpida ed
un ottimo vento agli appassionati di mare e spiagge ed un
retroterra molto vario ai cicloappassionati. Da Riva, per
esempio, si accede agevolmente alla valle di Edro , si sale
sul Bondone, si va verso Brentonico o si doma il Passo del
Ballino passando per il Lago di Tenno. Lo stesso genere di
divertimenti si può trovare in ogni altra località
della costa occidentale con l'aggiunta di numerose ville,
dell'interessantissima architettura e circondate da giardini
stupendi, e di luoghi di interesse storico, come il Vittoriale,
casa di D'Annunzio a Gardone Riviera.
Sono quattro i comuni che fanno parte dell'area che orbita
intorno al Garda trentino e si tratta di Riva del Garda, Torbole
Nago, Tenno ed Arco.
Riva e Torbole sono i due paesi costieri, nati e vissuti in
funzione del Lago. Arco è invece un centro storico
e culturale, una Città, che offre le caratteristiche
climatiche ed ecologiche tipiche delle zone lacustri. Nella
sua area anche ville e giardini in stile Liberty e palazzi
rinascimentali. Tenno è invece situato più in
alto, a 450 metri, ed è una sorta di balcone sul Garda:
il panorama dal paese è eccezionale. Nei pressi del
paese, verso il passo del Ballino, un azzurrissimo specchio
d'acqua, il Lago di Tenno, è un'altra meraviglia naturale.
A livello storico sono dunque presenti in tutta la zona testimonianze
del passato: siti romani, possenti castelli, palazzi affrescati
e chiese interessanti. Questi, non va dimenticato erano luoghi
frequentati dalla nobiltà austriaca del secolo scorso
e da scrittori ed intellettuali degli ultimi due secoli e
portano i caratteri donatigli da quei visitatori. Eccezionale
la vegetazione, quasi fuori luogo in Trentino; palme, olivi
e lecci sia nei pressi del Lago che su fin quasi al lago di
Tenno. Proprio il paese di Tenno fa un po' da limite della
vegetazione. A valle lacustre a nord montana.
Sport per tutti i gusti: paradiso per i velisti(che sfruttano
qui la famosa Ora del Garda, vento a volte fortissimo) ma
non solo. Numerosi centri sportivi attirano i gusti più
vari: sono presenti un centro ippico, un crossdromo, una palestra
di roccia, vari campi sportivi, piscine, bocce e percorsi
vita.
E ancora, sul Garda potrete giocare a golf, a tennis, cimentarvi
nel paddle(sport emergente simile al tennis), provare il canyoning,
lanciarvi in deltaplano o parapendio
|
|
|
|
Il
giro del Lago
Partendo
da Garda, dopo una visita a monumenti e ville, ci si potrebbe
fermare presso l'eremo dei Camaldolesi, dove oggi abitano
una quindicina di monaci. Passando per la splendida punta
San Vigilio, si arriva a Malcesine. Da qui si può approfittare
per un'escursione al Monte Baldo, battezzato dai botanici
"Il giardino d'Italia" e la straordinaria ricchezza
della sua flora. Dopo una sosta ad Arco, si raggiunge Riva
del Garda, dove non si può perdere il piccolo capolavoro
barocco della Chiesa dell'Inviolata. Da Limone inizia il percorso
sulla riva bresciana, costellata da uliveti e antiche limonaie,
che accompagnano il viaggiatore per un lungo tratto. Si può
arrivare a Gardone, tanto cara a D'Annunzio; poi ci si può
fermare a Salò, ricca di storia e di fascino. Ma una
sosta merita anche Desenzano, dove i patiti dello shopping
impazziranno tra le bancarelle del mercato del martedì
in piazza Malvezzi. Ma senza dubbio non si può andare
via senza fermarsi nella splendida e romantica Sirmione, famosa
per le Grotte di Catullo e il castello Scaligero.
|
VENETO
|
|
ALLA
SCOPERTA DEL PO
Itinerario tra lagune e canneti
Un
weekend che offre diverse proposte: possibilità di
noleggiare biciclette, effettuare percorsi in laguna in barca,
cene di pesce, giornate in spiaggia
Il punto di partenza ideale, anche se il più costoso
è l'Isola di Albarella. Si entra solo con prenotazione
e casa affittata perchè l'isola è privata.
In alternativa si può cercare a Chioggia, solo nel
centro una piccola "Venezia", con bacari ed affini
(da Chioggia ci sono anche traghetti proprio per Venezia).
|
EMILIA
ROMAGNA
|
|
IL
DELTA DEL PO
Uno dei più bei parchi naturali italiani
Il
Delta del Po è una terra modellata negli anni dallo
scorrere del fiume. Tra i parchi naturali, il delta del Po
è la più grande zona umida d'Italia, caratterizzata
da grandi estensioni d'acque dolci e salmastre, lagune, valli
da pesca, fiumi, canali e golene che si aprono all'improvviso
nel bel mezzo delle campagne, un luogo dove il confine fra
terra ed acqua non è mai ben definito ma sempre mutevole
ed in continua evoluzione. Il percorso parte da Mesola, dove
gli Estensi, la famiglia che governava la città di
Ferrara, costruì alla fine del 500 la più imponente
delle delizie estensi,un castello enorme ed austero. Poco
distante da Mesola sorge, isolata in mezzo alla campagna,
la Torre dell'Abate, antico manufatto del XVII secolo che
regolava, con un sistema di porte vinciane, il deflusso delle
acque raccolte dai canali della grande bonifica estense. Il
polmone verde del Delta è sicuramente il Gran Bosco
della Mesola, più di mille ettari di fitta vegetazione,
costituita dalla tipica macchia mediterranea: lecci, farnie,
ontani, carpini e pioppo bianco che si alternano seguendo
il saliscendi delle dune. Nel sottobosco è possibile
trovare lungo i sentieri meno battuti, il ginepro, il biancospino,
la fillirea, il pungitopo, oltre alle piante tipiche delle
zone palustri quali la cannuccia palustre e la tifa. Il bosco
della Mesola ospita al suo interno anche un buon numero di
daini e una sessantina di cervi oltre a lepri, donnole, volpi,
tartarughe d'acqua e di terra. Il bosco, gestito dal corpo
forestale dello stato, è visitabile liberamente il
sabato e la domenica ed i giorni festivi, mentre per gruppi
autorizzati, previa autorizzazione, si può entrare
anche il martedì e il venerdì. Guide esperte
accompagnano a piedi, in bicicletta, o su un carro appositamente
attrezzato per la visita, lungo i comodi sentieri che attraversano
il bosco. In alternativa si può visitare il bosco di
Santa Giustina o della Fasanara, dove il sottobosco presenta
una varietà di specie ancora maggiore.
|
|
|
|
PIC
NIC IN VAL TREBBIA
Costume
da bagno e asciugamano, paletta e secchiello, pallone
ma
soprattutto cestino di vimini con tovaglia di cotone a quadretti
bianchi e rossi, pane salame e Lambrusco!
La Val Trebbia è lo scenario ideale per un pic -nic nella
natura. Consigliata la spiaggia in riva al fiume Trebbia in
località Marsaglia.(arrivando da Milano, autostrada del
Sole fino a Piacenza Sud, poi strada per Bobbio e circa 10 km
dopo c'è Marsaglia,; totale circa 130 km, un'ora e mezza
da Milano) Da qui, dopo una giornata da quadro impressionista,
si può raggiungere il paesino di Brugnello che si affaccia
sul picco antistante la spiaggia. Il paesino è costituito
da poche case, e sotto un magnifico gazebo in legno si ammirerà
l'allungarsi delle ombre accarezzati dalla brezza della valle.Impossibile
poi non ammirare la chiesa del paesino: si affaccia su un baratro
da uno sperone, e sembra voler reggere le poche retrostanti
case. Pisarei e fasò concluderanno la giornata in una
delle tipiche locande del luogo. Consigliata Rocca Rosa. Da
segnalare: se avete una moto trovate il Paradiso. Lo spettacolo
naturale che offre la strada per Bobbio è imperdibile.
E per chi ama lo sport: il centro "Sports open space "
di Marsaglia dà la possibilità di praticare canoa
fluviale, rafting, trekking, canoying, mountain bike, oltre
a lezion di aerobica e stretching la domenica mattina. Ottimo
servizio bar per il pranzo e cucina per la cena, da trascorrere
in compagnia degli altri frequentatori. E' qui possibile anche
il pernottamento in camere con letti a castello e bagni in comune.
Possibilità anche di campeggiare nel giardino. Spettacolare
il percorso in canoa del Trebbia nelle notti primaverili/estive
di luna piena
Altra meta consigliata nella zona sono le
anse di San Salvatore, subito dopo Bobbio. Grande
spettacolo naturale: obbligata dalle imponenti rocce, l'acqua
vi serpeggia facendo arrivare allo spettatore il suo cupo boato
di divinità costretta. |
|
|
| |
|
|
|
|