PIEMONTE

Orta sul Lago incantato

Fra le province di Novara e Verbania (a 70 km da Milano) si trova il lago ricco di atmosfere e suggestioni che tanto piacquero a Balzac e a Nietzsche. Spesso frequentato da turisti stranieri, offre al visitatore un'atmosfera quasi internazionale. In un giorno o in un fine settimana risulta difficile riuscire a visitare tutto il lago, anche se le distanze sono limitate. Ricco di scorci romantici, così venne descritto da Balzac: " Un delizioso piccolo lago ai piedi del Rosa, un'isola ben situata sull'acque calmissime, civettuola e semplice. Il mondo che il viaggiatore ha conosciuto si ritrova in piccolo modesto e puro: il suo animo ristorato l'invita a rimanere là, perché un poetico e melodioso fascino l'attornia, con tutte le sue armonie, e risveglia inconsuete idee… è quello il lago, ad un tempo un chiostro e la vita…"
Con queste poetiche parole lo scrittore francese descriveva il borgo di Orta San Giulio e la prospicente isola di San Giulio, con la bella basilica, i vicoli e gli scorci…Vale inoltre la pena di visitare anche il Sacro Monte, su una collina proprio sopra Orta e con vista panoramica sul lago, che è anche riserva naturale regionale e alcuni musei curiosi come quelli del Rubinetto e dell'Ombrello, oltre all'interessante collezione d'arte delle avanguardie internazionali nella casa del pittore Antonio Calderara. Da Orta, durante tutto il corso dell'anno è possibile raggiungere l'isola di San Giulio con il servizio motoscafi. Le partenze sono ogni 10-15 minuti, e il costo è di 5000 mila lire. Il servizio di navigazione pubblica copre, durante la stagione estiva, le località di Orta, Isola di San Giulio, Pettenasco, Omegna, Ronco, Pella, Lagna, Buccione.

IL GIRO DELLE ISOLE BORROMEE SUL LAGO MAGGIORE
Una giornata un po' fuori dal presente, in un'atmosfera lontana di pace e serenità. Arrivarti a Stresa una bella colazione al Gigi Bar, davanti all'imbarcadero. Inizio del tour: prima isola, Isola Bella. E' la più famosa delle isole borromee, in gran parte occupata dal palazzo barocco dei Borromeo e dallo stupendo giardino che lo circonda. Il palazzo racchiude inestimabili opere d'arte: arazzi, mobili, quadri. I giardini a terrazze, ricchi di ogni varietà di piante e fiori, sono un classico esempio di "giardino all'italiana" dell'epoca.
Si prosegue per l'Isola dei Pescatori: è uno dei luoghi più suggestivi , pittoreschi e romantici del lago, con i suoi vicoli stretti e le sue case semplici e modeste. Si può cenare e pernottare qui, magari all'albergo Verbano dove ogni stanza porta il nome di un fiore.
Il giorno dopo il giro si chiude con l'Isola Madre: è la più grande delle isole Borromee.
Visita al giardino botanico, un giardino di piante rare e fiori esotici nel quale vivono pavoni bianchi, pappagalli e fagiani di ogni tipo che conferiscono al luogo un'atmosfera tropicale. E' possibile anche visitare il Palazzo del XVI secolo, interessante per la ricostruzione di ambienti d'epoca e per la collezione di bambole e porcellane.
PEDALANDO NEL PARCO DEL TICINO
Da Sesto Calende al Po

Una domenica in bicicletta sulle rive del Ticino, all'ombra di pioppi e querce.
Il fiume nasce in Svizzera, dal Monte Gallina, picco alto e appartato, a metà fra Canton Ticino e Vallese e termina la sua corsa a Pavia, al ponte della Becca.
Nel tratto da Sesto Calende al Po' il fiume è circondato dall'immenso parco istituito nel 1974 su oltre 90 mila ettari.
Inoltrandosi alla Zelata lo scenario è quasi bucolico: sontuosi campi di mais, orzo, piselli e prati irrigui destinati al foraggio del bestiame..
In bicicletta si percorrono i sentieri che costeggiano i campi, godendo dell'ombra di querce e pioppi. E appena c'è una radura appaiono le eriche in fiore. Risalendo la riva del fiume si entra nel folto della selva.
A settembre nel sottobosco del parco si possono trovare i mitici porcini del Ticino.
E' però necessario essere muniti dell'apposito tesserino, che viene rilasciato dai Comuni del Consorzio previo un piccolo corso. E non superare i due chili di raccolta.

LOMBARDIA

A piona in campeggio sul lago di Lecco

Ci si può andare in una domenica di sole, come dice la canzone di Concato, o sostare per il weekend, per esempio in campeggio. Spiaggia, sole, bagno, doccia, cena con gli amici al fresco sotto le foglie di un albero di noci, mentre le zanzare vi distruggono!! Oppure, per chi non vuole farsi distruggere dalle zanzare, prendere la macchina, o la roulotte, o il camper, o la bicicletta,
e spostarsi in un bel ristorante:
Conca Azzurra-Piona, Dai Goggia-Colico, Trattoria Posallo-loc. Posallo, La Barcaccia-Verceia (SO)
Da vedere: Abbazia cistercense di Piona, via Santa Maria
E poi… un giretto a Forte di Fuentes, a forte di Montecchio, a Pian di Spagna
E ancora...: Madesimo, Morbegno, Gravedona, Varenna, Perledo, Bormio, Sondrio, Campeggio Green Village, Nazionale sud, 60 Tel. 0341-940248 Piona
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LAGO DI COMO
In battello a Bellagio

Innanzitutto, per chi ancora ne avesse un'idea vaga, ecco un'utile infarinatura sulle generalità del Lago. E' il terzo lago italiano per estensione dopo quello di Garda e il Verbano. La sua caratteristica forma di Y rovesciata è data dai tre rami di: Colico a nord, Lecco a sud-est, Como a sud-ovest con uno sviluppo perimetrale complessivo di 170 km.
Il lago è interamente circondato da montagne di cui la più alta è il Monte Legnone (2609 m), sopra Colico. Fra i corsi d'acqua affluenti il più importante è l'Adda, seguito dal Mera.
L'Adda è anche l'unico emissario: esce dal Lago di Lecco e, dopo aver formato i laghetti di Garlate e di Olginate, prosegue in direzione del Po. L'unica isola del lago è l'Isola Comacina, situata nel ramo di Como di fronte a Comune di Sala Comacina.
L'itinerario che vi proponiamo collega in battello Como con Bellagio La biglietteria dove prenotarsi è al pontile 3 di Como.
Questo giro offre i migliori scorci panoramici sul lago e le montagne circostanti, dal primo bacino alla Tremezzina. Ci si avvicina ad alcune delle più importanti località lacustri delle due sponde, Cernobbio e Tremezzo. Meta dell'itinerario rimane comunque, dopo due ore di battello, Bellagio, "la perla del Lario" , in splendida e privilegiata posizione, fra i tre rami del lago di Como.
Bellagio fin dall'Ottocento è stata considerata uno dei più importanti luoghi di villeggiatura. Si può visitare subito il lungolago, incorniciato da alberghi stile liberty, curiosando anche fra i negozietti che si susseguono lungo i caratteristici portichetti e i vicoli gradinati che costeggiano il pittoresco centro storico della cittadina. Meritano poi una visita sia il grandioso parco di Villa Serbelloni , oggi sede della Rockfeller Foundation, lussureggiante di piante esotiche , roseti, rododendri, azalee, sia Villa Melzi, di stile neoclassico con i suoi spettacolari giardini dalle molteplici suggestioni artistiche. Una lunga passeggiata a piedi vi porterà alla romantica chiesetta di santa Maria di Loppia, dal tipico campanile, immersa nel grande parco all'inglese di Villa Trivulzio.
Dopo una giornata da turisti, una cena a Pescallo, al Ristorante La Pergola.

Una domenica al lago del segrino

La domenica vi piace passeggiare? Camminare chiacchierando o fare footing per tenervi in forma? Oppure vi piace correre perché siete dei veri sportivi e dovete quindi allenarvi costantemente? Se la risposta è sì e non abitate molto lontano, al Lago del Segrino potreste affezionarvi come non vi siete mai affezionati ad altri posti! Il lago è raggiungibile da Erba attraverso la strada che superando la Valassina conduce a Bellagio, oppure, per chi arriva da Lecco, svoltando a destra dalla s.s. 639 poco prima di arrivare a Pusiano. Il lago del Segrino si trova al limite meridionale del cosiddetto Triangolo Lariano a 374 m s.l.m.; diversamente dagli altri laghi della Brianza, ha una forma stretta e allungata ed occupa il fondo di una valle delimitata ad est dal Monte Cornizzolo e ad ovest dal Monte Scioscia.
Attorno al lago si sviluppa un circuito di 5 chilometri chiuso al traffico automobilistico; ogni chilometro si trova un cartello con l'indicazione della distanza percorsa. L'anello è quasi completamente all'ombra; durante la stagione invernale, quando lo specchio d'acqua è parzialmente ghiacciato, è consigliabile coprirsi bene. Viceversa in estate il circuito del lago del Segrino è uno dei posti migliori dove camminare o correre evitando l'afa della pianura. Nel 1998 si è disputata, su questo anello, una 100 Km valida come prova di selezione per il campionato europeo di specialità.

COSTEGGIANDO L'ADDA TRA CANNETI E SPIAGGE 24 km
Da Trezzo d'Adda a Cassano d'Adda

Una giornata nel verde, fra canneti e spiagge, ad ammirare alcune opere architettoniche del passato: le centrali idroelettriche realizzate intorno all'inizio del secolo e le opere idriche intorno all'Adda, alcune delle quali progettate da Leonardo.
Dalla piazza del Castello di Trezzo (il giardino è sempre accessibile, e durante i fine settimana sono organizzate visite guidate all'interno), tenendo a sinistra l'ingresso, si costeggia il muro sul viottolo selciato in discesa fino alla sponda del fiume. Lo sterrato prosegue prima lungo l'alzaia, passa sotto i ponti della statale e dell'autostrada, poi si inoltra nella campagna fino a raggiungere Vaprio. Ingnorando il ponte che attraversa il fiume, si continua lungo la sponda fino all'origine di un canale dove si abbandona il litorale per imboccare un sentiero nel bosco e raggiungere una spianata in prossimità di Groppello d'Adda. Mantenendosi lungo il viottolo, ora carrozzabile, ci si immette su una strada asfaltata, si svolta a sinistra e si attraversa il piccolo abitato. Procedendo fino a Cassano, la strada raggiunge la piazza principale del paese. All'incrocio con la statale proveniente da Milano, si svolta a sinistra e si prosegue per cento metri fino ad ammirare, a destra, Villa Castelbarco. Tornando alla piazza e procedendo fino al ponte, si passa sulla bergamasca superando le spiagge sottostanti ed ammirando il castello. Proseguendo verso Treviglio, alla seconda curva della statale si svolta a sinistra e si procede nella vegetazione fino a Fara Gera d'Adda, che si oltrepassa in direzione Canonica. Attraverso il ponte ci si ricollega all'itinerario d'origine.

PEDALANDO FRA LE GOLE DELL'ADDA 32 km
Da Brivio a Trezzo d'Adda, fra gole e centrali

Altro percorso per ciclisti in cerca di tranquillità e piccole emozioni…
Dal lungofiume di Brivio si procede per la strada lungo l'argine che, passando sotto il ponte, procede in direzione sud, inoltrandosi nella gola dell'Adda. L'itinerario non presenta difficoltà di orientamento né pericoli legati alla circolazione. Lungo tutto il corso del fiume, mantenendosi sempre in prossimità della sponda e ignorando ogni variante in salita, si scende in direzione della corrente seguendo la stessa pendenza delle acque. Costeggiando,si susseguono la Centrale Semenza (anno 1920), il ponte in metallo a campata unica (1889), e ancora le centrali Bettini, (1896) Esterle (1914) e Taccani (1906). Il tratto di fiume pare abbia ispirato Leonardo da Vinci per i fondali di alcuni tra i suoi dipinti. Al grande scienziato toscano è pure attribuito il traghetto in località Imbersago: in realtà questo è l'ultimo rimasto di una serie di traghetti probabilmente già esistenti prima delle visite di Leonardo in Lombardia. Ne fu talmente affascinato (ancora oggi l'imbarcazione si sposta con il solo aiuto della corrente) che lo ritrasse con dovizia di particolari in uno dei suoi codici. Tra boschi, rogge, chiesette e turbine, l'arrivo al laghetto di Trezzo segna la fine dell'itinerario, che può essere percorso anche partendo dai piedi della rocca trezzese (dove tra l'altro è possibile affittare biciclette). Il ritorno avviene lungo la stessa strada.Nel tratto presso Trezzo è disponibile un percorso con attrezzi ginnici.
Numerosi bar e ristoranti si affacciano lungo la sponda in prossimità dei paesi, in particolare nei pressi del tratto di Trezzo.

LA VAL CAVALLINA 34 km

Una giornata tra la grande pianura e le Prealpi bergamasche, lungo le sponde di un lago azzurrissimo. Bellissimo percorso su cui però fare attenzione: il frequente alternarsi dei tratti ciclabili a quelli aperti al traffico automobilistico impone prudenza.(da fare particolare attenzione ai diritti di precedenza dove le ciclabili confluiscono nei comuni) Da Trescore Balneario si attraversa la strada provinciale al semaforo per Zandobbio e si passa il ponte sul Cherio. Appena oltre, si svolta a sinistra fino alla zona industriale, che si supera per raggiungere un rondò e l'inizio del tratto ciclabile che costeggia il fiume. Ad Entratico (Buca del Corno, grotta a 1 km dall'abitato) e oltre Borgo di Terzo, si ignora la strada per Berzo S. Fermo e si procede attraverso un cancello che conduce al tratto più recente della ciclabile, sull'argine fluviale.Superato anche l'incrocio con la strada per i colli di San Fermo, si svolta a sinistra in via Valsecca e ci si riporta lungo la sponda precedentemente abbandonata. Continuando lungo il corso d'acqua, si procede verso Casazza alternando tratti di pista riservata ad altri di stretta strada di campagna, fino alla provinciale che proviene dalla direttrice viaria principale in direzione di Monasterolo del Castello e della sponda orientale del Lago d'Endine. Il lago d'Endine fu il primo lago italiano dove venne vietata la navigazione a motore. Lungo le sue sponde è possibile noleggiare canoe. Proseguendo verso l'abitato, si può scegliere se attraversarlo mantenendosi a sinistra o se risalire a destra guadagnando una posizione panoramica che aggira le case. Le varianti si ricongiungono poco oltre, per tornare alla quota delle acque del bacino e raggiungere San Felice al lago e la sommità dello specchio d'acqua.

DA ROMANO DI LOMBARDIA A CARAVAGGIO 32 km
Nella bassa bergamasca a cavallo del Parco del Serio,
in visita ad uno dei più noti santuari ed al castello di Romano

Da Romano di Lombardia, visitati il castello medioevale (sede del Parco regionale del Serio) ed il centro storico, si aggira la rocca imboccando la strada che alle sue spalle si allontana nella direzione opposta al ponte d'accesso. Costeggiando la ferrovia, si raggiunge il ponte sul fiume Serio e lo si oltrepassa per svoltare a sinistra ed approdare all'argine. Da qui, volgendo le spalle ai ponti stradale e ferroviario, si ripercorre il sentiero parallelo alla sponda e per radure e boschi si arriva a una spianata al termine di uno sterrato, a destra, che si percorre fino a raggiungere Bariano. Sulla strada che attraversa l'abitato, si svolta a sinistra e alla fine delle case subito a destra (indicazione per Caravaggio). Costeggiando una roggia si giunge alla località, entrando dal lato opposto rispetto al Santuario. Attraversando il paese tra le strette vie e la piazza della chiesa, si prosegue in direzione della stazione e del viale al cui termine sorge il santuario. Per chi avesse optato per raggiungere Romano in auto, qui inizia il percorso a ritroso lungo la via dell'andata. Chi avesse optato per il treno, tornando sulla Circonvallazione di Caravaggio svolterà a sinistra fino a Treviglio. In vista della strada ferrata si devia a sinistra e , superato il passaggio a livello, ancora a sinistra, fino alla stazione.

DA DESENZANO A MANERBA 31 km
Scorci di medioevo e storie di pirati lungo un litorale mediterraneo

Al termine del viale della stazione FS di Desenzano si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Lonato. Usciti da Desenzano, si imbocca la strada parallela alla ferrovia, si oltrepassa la SS 11 per Brescia e si entra in Lonato, dominata dalla Rocca. Tornando nella direzione di provenienza, anziché puntare verso Desenzano si seguono le indicazioni Abbazia fino alla frazione Maguzzano dove appunto si trova il complesso (a destra in cima ad un colle). Proseguendo in direzione nord, ad un bivio si sceglie la variante a sinistra, leggermente in salita. Alla successiva biforcazione si svolta a destra e ci si dirige a Padenghe (castello e palazzo gentilizio) e a Soiano del Lago (castello), borghi fortificati collegati da una strada panoramica. Oltrepassato il castello di Soiano, si svolta a sinistra (indicazioni per Manerba) e percorrendo due tornanti in discesa si raggiunge la SS 572, che si supera per salire verso il centro di Manerba, ai piedi della celebre Rocca. Visitato il borgo si può scegliere se scendere al lago seguendo le indicazioni per Porto Dusano (spiaggia e imbarcadero) o se proseguire in direzione sud per Moniga. Raggiunta nuovamente la statale litoranea, la si percorre fino a Desenzano e alla partenza. Per chi se la sentisse, la penisola di Sirmione può essere una facile estensione pianeggiante.

DA ORZINUOVI A SONCINO IL LAGHETTO DI PIANO E PORLEZZA 32 km
Nel Parco dell' Oglio, tra borghi, castelli e leggende

Dalla Piazza Garibaldi di Orzinuovi, lasciandosi alle spalle il castello si entra nella piazza centrale che si percorre fino ai giardini. Da qui si svolta a destra e poi a sinistra in direzione Barco. Giunti al paese si devia a destra per visitare il castello. Tornando sulla via si raggiunge Bonpensiero: oltrepassato l'arco di ingresso alla fine dell'abitato la strada diventa sterrata e si tuffa in una lussureggiante campagna. Si attraversano due tipiche cascine lombarde, si supera la riserva naturale Isola Uccellanda e si arriva, dopo una breve salita, al borgo di Villagana; da qui un facile e piacevole sterrato conduce all'abitato di Acqualunga, dove merita una visita la settecentesca villa della Volta. Svoltando a destra si attraversa il fiume Oglio raggiungendo Castelvisconti. In direzione di Azzanello (bella veduta della valle dell'Oglio) girando a destra si entra in paese, si segue la via principale fino allo sterrato per arrivare a Genivolta. Giunti all'abitato si prende la ciclabile a destra, si lascia il centro del paese seguendo l'indicazione cascine Bananome. Arrivati alla cascina con i due silos, si svolta a sinistra e dopo un tratto di strada mista si entra a Soncino. All'ingresso del borgo si gira a sinistra e si percorre un viale alberato. Giunti ad una santella si gira a destra per arrivare sul piazzale della Rocca.

LAGHI E MULINI BRIANTEI 20 km

Dalla stazione di Erba si attraversa l'abitato imboccando prima via Dante e quindi via Fiume; si passa Piazza S. Eufemia e, dopo aver visitato la chiesa omonima, si taglia lo slargo per seguire Via Cadorna e Via San Maurizio fino a Via Alserio, dove si svolta a sinistra verso il lago. Quasi in vista dello specchio d'acqua, oltre la frazione Carcano, all'altezza di una cascina sulla destra, si abbandona l'asfalto per imboccare a sinistra uno sterrato tra i campi. Costeggiando una recinzone si svolta a destra attraversando una zona paludosa fino in vista di un roccolo, nel cuore della riserva del Lago di Alserio. Tornando alla strada asfaltata, si svolta a sinistra fino a superare un parcheggio e l'abitato di Alserio. Al suo termine, giunti ad un bivio, si svolta a sinistra per costeggiare il lago (ora non visibile) e raggiungere una salita, dove ancora a sinistra ci si porta sino alla base della collina ed alla sponda. Superato il bosco, dopo le strade a destra si procede per Nobile di Monguzzo, che si attraversa per scendere alla statale e procedere per Merone. Ignorando le indicazioni per i centro paese, si scende verso la ferrovia e la si oltrepassa per raggiungere Lambrugo. A Baggero si ammirano i mulini sul fiume ma, senza andare oltre il ponte, si svolta a destra costeggiando l'oasi ed arrivando alla strada ferrata, lungo la quale si incontra la stazione. Ricordiamo che il lago di Alserio è una riserva integrale protetta nell'ambito del Parco Regionale della Valle del Lambro. La digressione segnalata al roccolo conduce nel tratto più nascosto dello specchio d'acqua. Lungo il percorso si ammirano rilevanze architettoniche come l'antica ghiacciaia di Alserio (lungo lo sterrato presso la sponda) che forniva ghiaccio a Milano nell'Ottocento. A Baggero sono ancora integri i mulini sul Lambro.
L'IDROVIA CREMONA-MILANO 26 km
Alla scoperta di uno dei maggiori canali d'Italia

Dalla stazione ferroviaria di Cremona si imbocca la fronteggiante via Palestro proseguendo in Corso Campi e in via Verdi fino a Piazza Stradivari. Qui, una breve digressione a sinistra conduce alla Piazza del comune, nel suo insieme gioiello architettonico dominato dal Torrazzo, dalla Cattedrale e dalla sede municipale. Tornando in Piazza Stradivari, si prosegue per Corso Vittorio Emanuele fino a Piazza Cadorna, quindi a sinistra per Via del Giordano e ancora a sinistra per via del Sale, (noleggio bici) Alla sponda del fiume si svolta a destra cominciando a costeggiare, si oltrepassa via Piacenza e il ponte sul Po e si prosegue raggiungendo e superando il ponte che scavalca il canale che immette nel porto. Proseguendo lungo la strada ormai in aperta campagna, si procede ignorando le deviazioni a destra e mantenendo la direzione fino a raggiungere un'ansa del fiume, dove si svolta obbligatoriamente per portarsi sulla strada parallela all'idrovia, a sinistra. Continuando lungo questa, ad un successivo bivio, si svolta ancora a sinistra per imboccare il lungoargine e raggiungere la confluenza dell'Adda nel Po. Al ricongiungersi dell'Argine con una strada di campagna proveniente da destra, si svolta su questa e si ritorna verso l'idrovia, ora costeggiandola e percorrendo a ritroso la distanza verso Cremona. Il percorso è interessante per la confluenza di Po e Adda, due dei principali fiumi italiani, e per l'idrovia. Inoltre la cucina cremonese è nota in tutto il mondo per la mostarda, il torrone, e la qualità del latte. Ad Acquanegra, in paese oltre l'idrovia, degustazione di formaggi presso la locale latteria (in direzione della stazione, oltre il passaggio a livello, poi a destra).

DA CREMA A LODI 37 KM

Da Piazza Garibaldi a Crema, si attraversa Porta Serio e il fiume, poi a destra per Cremona fino alla svolta in via Marzale. Oltre la SS 415 si arriva , per una stradina tra rogge, al santuario del Marzale. Proseguendo per Ripalta Arpina, si devia per Montodine, si riattraversa il Serio, e a sinistra si raggiunge una chiesa. Appena dopo, a sinistra in discesa si ritorna in campagna e , oltre la provinciale, a Moscazzano. Si costeggia Villa Albergoni e al bivio si prosegue a sinistra per attraversare il paese e raggiungere Rovereto. Si entra nell'abitato e si continua per Credera, rimanendo sulla strada interna parallela alla provinciale fino a Rubbiano. Seguendo la strada in direzione Casaletto si tiene la sinistra al bivio fino all'incrocio con la provinciale, da superare per imboccare la strada opposta. A Casaletto si prosegue oltre Abbadia Cerreto, poi a destra per Cadilana e Corte Palasio, dove si prende Via delle Fontane. Usando come riferimento il campanile si giunge a Fontana. A sinistra per Lodi si percorre un breve tratto della SS 235, si gira a sinistra all'indicazione per tre cascine e si continua per uno sterrato chiuso al traffico, costeggiando la nuova circonvallazione. A sinistra di un maneggio, dopo il Centro Canottieri, si prosegue per le vie Po, Ferrari e Cantoni fino alla SS 235 dove si svolta a sinistra. Superato l'Adda, al semaforo a destra e poi a sinistra fino al Duomo. Da segnalare le sagre estive: in giugno musica nei cortili dei palazzi di Crema; in luglio a Moscazzano festa della Madonna dei Prati; in agosto a Crema tortellata cremasca; in ottobre a Lodi Cursa dei Cavai, gara tra i rioni.

DA MANTOVA AL POLIRONE 48 km
Tra il Po e il Mincio

Dalla stazione ferroviaria di Mantova si svolta a destra su Viale Nuvolari, quindi a sinistra per Via Cremona e Viale Piave fino a Piazza Gramsci, dove si imbocca Viale Repubblica e Viale Risorgimento fino al lungolago di Vicolo Maestro. Al ponte in direzione dell'Autostrada del Brennero, si procede mantenendosi paralleli alla sponda . Costeggiando il Mincio dove possibile e aggirando l'argine allontanandosi a destra dove il passaggio è ostruito, si raggiunge la località Virgiliana e ci si immette definitivamente sull'argine, da ora sempre accessibile. Superata l'autostrada, seguendo il sinuoso percorso del fiume si raggiunge il ponte a monte di Governolo e si svolta a destra sulla strada proveniente da questo. All'immissione sulla strada proveniente da Mantova, si svolta a sinistra per attraversare il ponte sul Po. Appena oltre, si svolta a destra sul percorso d'argine ritornando a costeggiare e percorrendo tutta l'ansa fino a Gorgo e, oltre l'argine della golena, fino a San Benedetto Po. Il ritorno può avvenire lungo lo stesso itinerario dell'andata o utilizzando le motonavi che collegano Mantova a San Benedetto, in due ore e quindici minuti di navigazione. Tornati nel capoluogo, una visita alla capitale dei Gonzaga è un'occasione da non perdere.(tutta l'area monumentale è concentrata a poche centinaia di metri dalla stazione).Interessante il punto in cui il Mincio passa nel Po. Da visitare il Museo Civico Polironiano: allestito nei corridoi che circondano il chiostro di San Simeone, raccoglie una consistente serie di oggetti, immagini e curiosità della cultura popolare padana. Nel Chiostro dei secolari una collezione di carri contadini del secolo XIX.

DA PAVIA A BEREGUARDO 33 km

Dalla stazione di Pavia si svolta a destra per via Guidi e ancora a destra in Corso Manzoni dove si supera la ferrovia per dirigersi verso la periferia lungo Via San Lanfranco e Via Mascherpa. Oltrepassando il sottopasso del raccordo tangenziale, si prosegue lungo la strada prima a ridosso del Ticino, poi nella campagna che lo circonda. Ignorando le deviazioni a destra dei numerosi bivi in sequenza, sempre sulla strada asfaltata si superano Torre d'Isola, San Varese e l'autostrada Milano- Genova per sfiorare l'abitato di Bereguardo. Alla periferia si svolta a sinistra sulla strada leggermente in discesa che serpeggiando nel bosco costeggia una lanca e raggiunge l'alveo del fiume presso una grande spiaggia, al margine della quale si incontra il ponte di barche. Sulla sponda opposta si procede ignorando le deviazioni presso i ristoranti e, mantenendosi sull'asfalto, si raggiunge un bivio (indicazioni alternative tra Vigevano e Garlasco). Si sceglie la sinistra e a poche centinaia di metri ancora la sinistra in direzione di Zerbolò (ancora a sinistra al bivio successivo). Oltrepassando nuovamente l'autostrada, si prosegue scegliendo la sinistra ai successivi bivi asfaltati e si ritorna a costeggiare il fiume. Rientrati in Pavia per via Canarazzo, si procede per Via XXV Aprile fino al Ponte Coperto, che si attraversa per salire nel centro storico. (per la stazione a sinistra in Corso Cavour) Lungo il percorso si incontra Bosco Grande, sulla sponda orografica destra del Ticino, e rappresenta un raro esempio di foresta riparia naturale.

DA SAZZO A CAIOLO 17 km
Una valtellina alternativa, toccando i paesini della pedemontana orobica

Dalla stazione di Casacce si supera il passaggio a livello e si scende fino al ponte sull'Adda. Oltrepassato il fiume si costeggia la sponda scegliendo la strada a destra al primo bivio. Si continua a percorrere la strada che attraversa un secondo ponte in località Boffetto, dove si svolta a sinistra al bivio per procedere in direzione di un altro ponte; lo si attraversa per tornare ancora sulla sponda orobica dopo un breve tratto sull'ansa dell'Adda, in questa zona particolarmente mosso. Alla biforcazione successiva, si ignora la variante in netta salita per scegliere la destra e procedere i direzione di Amonimi, dopo il quale si continua costeggiando la centrale idroelettrica e si prosegue fino a Busteggia (frazione di Piateda). Proseguendo fino al ponte del Navetto, appena prima del passaggio si svolta a sinistra per Faedo e si procede tenendo a destra il corso del fiume, ora non visibile. In leggera salita, si continua fino ad immettersi su un tornante in territorio di Albosaggia. A destra in discesa, si ignorano le varianti ancora in discesa a destra per mantenersi nell'abitato fino all'immettersi della strada per Caiolo. Dopo aver superato il torrente Livrio, in paese si svolta a sinistra in salita, per percorrere due tornanti ed un traverso pianeggiante fino ad una curva ed alla chiesetta di San Bernardo. Ritorno a ritroso.

DA ANGERA AL LAGO DI MONATE 19 km

Dalla stazione ferroviaria di Taino-Angera si raggiunge la vicina strada intercomunale e si continua fino a Taino, dove si svolta a sinistra in direzione di Cheglio (frazione di Taino). Continuando fino all'immissione su una strada più ampia, si ignora la variante a sinistra verso il passaggio a livello per procedere in senso opposto fino a una deviazione sulla sinistra in direzione di Capronno. Oltrepassata la piccola frazione, al bivio si svolta a sinistra e, su strada in leggera salita, si raggiunge Cadrezzate, sulle sponde del Lago di Monate. Imboccando via Solferino e da qui via al lago, si raggiunge la riva. Tornando al bivio principale nel centro del paese, si svolta a sinistra e, i discesa, si prosegue rettilinei fino a Barza e al passaggio a livello. Superatolo, all'immissione sulla statale si svolta a sinistra fino alla deviazione per Ranco(a destra). Lungo la strada per campi e boschi si supera un parcheggio e si procede fino ad un gruppo di villette sulla destra, al margine del quale si notano alcune locomotive del Museo dei Trasporti di Ranco. Procedendo, una lieve salita immette sulla litoranea che scende bruscamente al porto di Ranco e procede per Angera. Superato l'abitato, si ignorano le indicazioni per Sesto e si oltrepassa nuovamente la statale in direzione di Taino e del punto di partenza. Interessante la vista panoramica che si ha dalla Rocca Borromea di Angera.
Da visitare il Museo di Ranco: la riproduzione di un piccolo casello è stata completamente circondata da cimeli ferroviari e trasformata in una curiosa stazione.


TRENTINO ALTO ADIGE

LAGO DI GARDA
E' il maggiore dei laghi italiani…

Racchiuso tra Veneto, Lombardia e Trentino, il lago di Garda affascinò Goethe, Thomas Mann, Stendhal, D'Annunzio Churcill, Maria Callas…In ogni suo angolo offre lo spunto a visite e soggiorni di interesse diverso: balneare e ricreativo (soprattutto sulla sponda veronese: Gardaland e Caneva World), storico culturale (le varie ville o le grotte di Catullo a Sirmione) o sportivo (vela soprattutto). Riva offre acqua limpida ed un ottimo vento agli appassionati di mare e spiagge ed un retroterra molto vario ai cicloappassionati. Da Riva, per esempio, si accede agevolmente alla valle di Edro , si sale sul Bondone, si va verso Brentonico o si doma il Passo del Ballino passando per il Lago di Tenno. Lo stesso genere di divertimenti si può trovare in ogni altra località della costa occidentale con l'aggiunta di numerose ville, dell'interessantissima architettura e circondate da giardini stupendi, e di luoghi di interesse storico, come il Vittoriale, casa di D'Annunzio a Gardone Riviera.
Sono quattro i comuni che fanno parte dell'area che orbita intorno al Garda trentino e si tratta di Riva del Garda, Torbole Nago, Tenno ed Arco.
Riva e Torbole sono i due paesi costieri, nati e vissuti in funzione del Lago. Arco è invece un centro storico e culturale, una Città, che offre le caratteristiche climatiche ed ecologiche tipiche delle zone lacustri. Nella sua area anche ville e giardini in stile Liberty e palazzi rinascimentali. Tenno è invece situato più in alto, a 450 metri, ed è una sorta di balcone sul Garda: il panorama dal paese è eccezionale. Nei pressi del paese, verso il passo del Ballino, un azzurrissimo specchio d'acqua, il Lago di Tenno, è un'altra meraviglia naturale. A livello storico sono dunque presenti in tutta la zona testimonianze del passato: siti romani, possenti castelli, palazzi affrescati e chiese interessanti. Questi, non va dimenticato erano luoghi frequentati dalla nobiltà austriaca del secolo scorso e da scrittori ed intellettuali degli ultimi due secoli e portano i caratteri donatigli da quei visitatori. Eccezionale la vegetazione, quasi fuori luogo in Trentino; palme, olivi e lecci sia nei pressi del Lago che su fin quasi al lago di Tenno. Proprio il paese di Tenno fa un po' da limite della vegetazione. A valle lacustre a nord montana.
Sport per tutti i gusti: paradiso per i velisti(che sfruttano qui la famosa Ora del Garda, vento a volte fortissimo) ma non solo. Numerosi centri sportivi attirano i gusti più vari: sono presenti un centro ippico, un crossdromo, una palestra di roccia, vari campi sportivi, piscine, bocce e percorsi vita.
E ancora, sul Garda potrete giocare a golf, a tennis, cimentarvi nel paddle(sport emergente simile al tennis), provare il canyoning, lanciarvi in deltaplano o parapendio…

Il giro del Lago

Partendo da Garda, dopo una visita a monumenti e ville, ci si potrebbe fermare presso l'eremo dei Camaldolesi, dove oggi abitano una quindicina di monaci. Passando per la splendida punta San Vigilio, si arriva a Malcesine. Da qui si può approfittare per un'escursione al Monte Baldo, battezzato dai botanici "Il giardino d'Italia" e la straordinaria ricchezza della sua flora. Dopo una sosta ad Arco, si raggiunge Riva del Garda, dove non si può perdere il piccolo capolavoro barocco della Chiesa dell'Inviolata. Da Limone inizia il percorso sulla riva bresciana, costellata da uliveti e antiche limonaie, che accompagnano il viaggiatore per un lungo tratto. Si può arrivare a Gardone, tanto cara a D'Annunzio; poi ci si può fermare a Salò, ricca di storia e di fascino. Ma una sosta merita anche Desenzano, dove i patiti dello shopping impazziranno tra le bancarelle del mercato del martedì in piazza Malvezzi. Ma senza dubbio non si può andare via senza fermarsi nella splendida e romantica Sirmione, famosa per le Grotte di Catullo e il castello Scaligero.


VENETO

ALLA SCOPERTA DEL PO
Itinerario tra lagune e canneti

Un weekend che offre diverse proposte: possibilità di noleggiare biciclette, effettuare percorsi in laguna in barca, cene di pesce, giornate in spiaggia…
Il punto di partenza ideale, anche se il più costoso è l'Isola di Albarella. Si entra solo con prenotazione e casa affittata perchè l'isola è privata.
In alternativa si può cercare a Chioggia, solo nel centro una piccola "Venezia", con bacari ed affini (da Chioggia ci sono anche traghetti proprio per Venezia).


EMILIA ROMAGNA

IL DELTA DEL PO
Uno dei più bei parchi naturali italiani

Il Delta del Po è una terra modellata negli anni dallo scorrere del fiume. Tra i parchi naturali, il delta del Po è la più grande zona umida d'Italia, caratterizzata da grandi estensioni d'acque dolci e salmastre, lagune, valli da pesca, fiumi, canali e golene che si aprono all'improvviso nel bel mezzo delle campagne, un luogo dove il confine fra terra ed acqua non è mai ben definito ma sempre mutevole ed in continua evoluzione. Il percorso parte da Mesola, dove gli Estensi, la famiglia che governava la città di Ferrara, costruì alla fine del 500 la più imponente delle delizie estensi,un castello enorme ed austero. Poco distante da Mesola sorge, isolata in mezzo alla campagna, la Torre dell'Abate, antico manufatto del XVII secolo che regolava, con un sistema di porte vinciane, il deflusso delle acque raccolte dai canali della grande bonifica estense. Il polmone verde del Delta è sicuramente il Gran Bosco della Mesola, più di mille ettari di fitta vegetazione, costituita dalla tipica macchia mediterranea: lecci, farnie, ontani, carpini e pioppo bianco che si alternano seguendo il saliscendi delle dune. Nel sottobosco è possibile trovare lungo i sentieri meno battuti, il ginepro, il biancospino, la fillirea, il pungitopo, oltre alle piante tipiche delle zone palustri quali la cannuccia palustre e la tifa. Il bosco della Mesola ospita al suo interno anche un buon numero di daini e una sessantina di cervi oltre a lepri, donnole, volpi, tartarughe d'acqua e di terra. Il bosco, gestito dal corpo forestale dello stato, è visitabile liberamente il sabato e la domenica ed i giorni festivi, mentre per gruppi autorizzati, previa autorizzazione, si può entrare anche il martedì e il venerdì. Guide esperte accompagnano a piedi, in bicicletta, o su un carro appositamente attrezzato per la visita, lungo i comodi sentieri che attraversano il bosco. In alternativa si può visitare il bosco di Santa Giustina o della Fasanara, dove il sottobosco presenta una varietà di specie ancora maggiore.

PIC NIC IN VAL TREBBIA

Costume da bagno e asciugamano, paletta e secchiello, pallone…ma soprattutto cestino di vimini con tovaglia di cotone a quadretti bianchi e rossi, pane salame e Lambrusco!
La Val Trebbia è lo scenario ideale per un pic -nic nella natura. Consigliata la spiaggia in riva al fiume Trebbia in località Marsaglia.(arrivando da Milano, autostrada del Sole fino a Piacenza Sud, poi strada per Bobbio e circa 10 km dopo c'è Marsaglia,; totale circa 130 km, un'ora e mezza da Milano) Da qui, dopo una giornata da quadro impressionista, si può raggiungere il paesino di Brugnello che si affaccia sul picco antistante la spiaggia. Il paesino è costituito da poche case, e sotto un magnifico gazebo in legno si ammirerà l'allungarsi delle ombre accarezzati dalla brezza della valle.Impossibile poi non ammirare la chiesa del paesino: si affaccia su un baratro da uno sperone, e sembra voler reggere le poche retrostanti case. Pisarei e fasò concluderanno la giornata in una delle tipiche locande del luogo. Consigliata Rocca Rosa. Da segnalare: se avete una moto trovate il Paradiso. Lo spettacolo naturale che offre la strada per Bobbio è imperdibile. E per chi ama lo sport: il centro "Sports open space " di Marsaglia dà la possibilità di praticare canoa fluviale, rafting, trekking, canoying, mountain bike, oltre a lezion di aerobica e stretching la domenica mattina. Ottimo servizio bar per il pranzo e cucina per la cena, da trascorrere in compagnia degli altri frequentatori. E' qui possibile anche il pernottamento in camere con letti a castello e bagni in comune. Possibilità anche di campeggiare nel giardino. Spettacolare il percorso in canoa del Trebbia nelle notti primaverili/estive di luna piena… Altra meta consigliata nella zona sono le anse di San Salvatore, subito dopo Bobbio. Grande spettacolo naturale: obbligata dalle imponenti rocce, l'acqua vi serpeggia facendo arrivare allo spettatore il suo cupo boato di divinità costretta.
 
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