LIGURIA
LE CINQUE TERRE

Un tuffo in un quadro naif, dove tutto è colorato, piccolo e minuto, fermo nel tempo…e voi diventate i soggetti principali di questo quadro, dove le case, la natura e le persone sembrano lì apposta per fare da cornice, da sfondo, da scenografia al momento quasi magico che state vivendo.
Perché i paesini delle cinque terre non sono tradizionali località marine, sono qualcosa di molto di più…Un'esperienza che vi rimarrà impressa nella memoria, un'immersione in un mondo diverso che vi affascinerà a tal punto da perdere per qualche ora o qualche giorno la concezione del tempo e dello spazio che quotidianamente vivete…e la presenza di turisti stranieri, in particolare tedeschi e americani, contribuirà a darvi quel senso di estraniamento che vi accompagnerà per scalinate e sentieri, nei vicoli e nelle piazzette.
Partendo da La Spezia li si incontra in successione lungo la costa: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza, Monterosso. Sono raggiungibili anche da Lerici, tramite servizio di battelli.
Qui di seguito troverete alcune informazioni per ciascun paesino, ma il suggerimento è quello di approfittare dello spirito di ricerca e di conquista che le Cinque Terre offrono al visitatore.

RIO MAGGIORE
E' il primo paese che si incontra partendo dalla Spezia.
Il paesaggio è tipicamente verticale, presentando la classica struttura a gradoni dei borghi situati nelle valli torrentizie, con pareti ripide ed esiguo fondovalle. Verticali sono dunque anche le strade, costituite da scale e scalinate. Visioni da cartone animato, luoghi che la fantasia faticherebbe a immaginare. La via principale è un canale coperto: sotto scorre il torrente Rivus Maior, che ha dato il nome al paese. Le abitazioni presentano lo schema delle case-torre, sviluppate in altezza su tre quattro piani con non più di due vani per piano, legate le une alle altre in schiere parallele. Il materiale da costruzione è locale: le pietre per la muratura, l'ardesia per i tetti…e su tutte le facciate i tipici colori giallo e rosa dell'intonaco verniciato. Da vedere, in particolare: la Chiesa di San Giovanni Battista, l'Oratorio dei disciplinati, il Castello, la Cappella di San Rocco e di San Sebastiano.
Si può passeggiare a Montenero, alla batteria Racchia, dalla stazione alla marina. Assolutamente da percorrere la Via dell'Amore che, scavata nella parete rocciosa, porta fino a Manarola.
Curiosità: in tanta atmosfera, un po' di tecnologia moderna: il televideo del comune, le telecamere "guardia parco" e le telecamere subacquee.

Da non perdere un assaggio ai dolci, alle focacce e alle squisite torte salate di Mare e Monti, Via Signorini 48, sulla stradina che trovate a sinistra della chiesa principale, quella posta sopra il centro del paese.
MANAROLA
Arroccata su uno scosceso promontorio di roccia scura, con il suo piccolo porto racchiuso tra due speroni rocciosi, anche Manarola è un borgo di antica origine caratterizzato dalle case-torre. Stretti vicoli lastricati in pietra raggiungono le case sui fianchi del promontorio e degli orti. A monte dell'abitato una piazza in cui sono concentrati gli edifici religiosi. La piramide di cemento, dipinta di bianco, che spunta tra le case più alte, è un segnale trigonometrico per i naviganti.
Da vedere: la Chiesa di San Lorenzo, il campanile a pianta quadrata, l'Oratorio dei disciplinati, i resti di un antico bastione.
Si può passeggiare lungo la "stradina", dirigersi all'area attrezzata di punta Bonfiglio o percorrere il sentiero delle trasparenze marine. Imperdibile la Via dell'Amore, il percorso scavato nella parete rocciosa che porta fino a Riomaggiore.

Da non perdere: il presepio di Mario (dal 18 dicembre alla fine d gennaio), La processione di San Lorenzo (10 agosto), La festa dei pittori, Il festival organistico(Luglio-Agosto).
CORNIGLIA
Il borgo di Corniglia si differenzia notevolmente dagli altri paesini delle Cinque Terre per la sua posizione elevata rispetto al mare.
Il promontorio su cui sorge è alto un centinaio di metri e precipita ripidissimo e inaccessibile verso il mare. Per raggiungerlo bisogna salire la "Landarina", una lunga scalinata di mattoni: 33 rampe con 337 gradini.(c'è anche una strada carrozzabile che dalla ferrovia conduce al paese).
Anche le case sono più basse, più simili a quelle dei borghi dell'entroterra. L'abitato si sviluppa lungo la strada principale, via Fieschi; le case da un lato si affacciano sulla via, dall'altro guardano il mare.
Da vedere: la Chiesa di San Pietro, l'Oratorio dei disciplinati di Santa Caterina, i ruderi di una rocca risalente al 1556, su una rupe a strapiombo sul mare…
Si può passeggiare a San Bernardino, a Guvano, allo Spiaggione.
VERNAZZA
E' l'unico porto naturale delle Cinque Terre. Il borgo di Vernazza si sviluppa lungo il torrente Vernazzola (ora coperto) per risalire sulle pendici di uno sperone roccioso che nasconde l'abitato a chi proviene dal mare. Ripidi e strettissimi percorsi scendono lungo la strada principale che sfocia in una piazzetta situata di fronte al porticciolo.
Accanto alle caratteristiche case torre si aggiungono elementi architettonici di pregio, quali logge, porticati, portali, testimonianza della prosperità di cui godette questo paesino durante la dominazione genovese.
Da vedere: la Chiesa di Santa Margherita di Antiochia, il Convento dei Padri Minori Riformati di San Francesco, il Palazzo porticato, il Castello Belforte e la torre.
Si può passeggiare a Reggio (non Emilia!) o raggiungere la cappella sul monte Santa Croce.
MONTEROSSO
Il paese è a ridosso di colline coltivate a vite ed ulivo. La vegetazione circonda l'abitato abbracciandolo. L'antico nucleo originario di Monterosso si trova sulla collina di San Cristoforo, che separa in due l'attuale paese; questa parte del borgo, definita Monterosso Vecchio, è rimasta praticamente intatta e presenta le stesse caratteristiche degli altri paesini. Le spiagge estese, le meravigliose scogliere a picco e le acque cristalline del mare rendono Monterosso il borgo più accogliente della riviera ligure di levante. Numerosi alberghi e caratteristici ristoranti danno la possibilità di soggiornare tranquillamente,e di gustare i piatti tipici della cucina ligure accompagnati dal famoso vino delle Cinque Terre.
Da vedere: la Chiesa di San Giovanni Battista, l'Oratorio della Morte, l'Oratorio di Santa Croce, il Convento dei Cappuccini, il Castello e le mura, la Torre Aurora , il Gigante (una scultura del 1910 in cemento armato, alta 14 metri per 1700 quintali raffigurante Nettuno)
Si può camminare lungo la passeggiata delle agavi, andare a Mesco, al Cenobio degli Olivetani, a Soviore.
Da non perdere: una camminata sulla spiaggia e la festa dell'Infiorata.
PORTOVENERE
Portovenere non fa parte delle cinque terre, un po' ci assomiglia ma è un luogo a sé. Arrivando con il battello da Lerici si ha l'impressione di aver scoperto qualcosa di ancora nascosto e sconosciuto, una terra di nostra conquista. E' proprio questo il sentimento che suscita la visione dl Golfo dei Poeti: un sentimento di conquista, di possesso, in quanto il borgo diventa subito nostro. E nonostante sia frequentatissimo da turisti italiani e stranieri, Portovenere non è mai sovrafollato in quanto soprattutto terra di passaggio Le poche strutture alberghiere fanno sì che sia meta di week-end di visite in giornata.
Da vedere: il Castello genovese, la Chiesa di San Lorenzo, lo strapiombo di Byron.
E all'estremità del promontorio, la coreografica e scenografica Chiesa di San Pietro, risalente al 1277, superprenotata per matrimoni in ogni stagione.
Da Portovenere si accede per mare alle isole Palmaria, Tino e Tinetto. L'isola Palmaria è uno splendido parco naturale ricco di spiagge e di rocce per una vacanza balneare inconsueta ed è attraversata da sentieri, ideali per passeggiate nel verde.
UNA FOCACCIA A CAMOGLI
Focacce di ogni tipo: lisce, con le olive, con le cipolle, con i pomodori…
Camogli è famosa per le sue focacce a non solo!
E' un caratteristico borgo affacciato sul Golfo Paradiso e protetto dal promontorio di Portofino.
Alte case a colori vivaci strette le une alle altre, separate da vicoli stretti e arrampicate sulla costa.
Il suo nucleo medievale, caratterizzato dai vicoli in salita, da gradini e portici, trova sbocco nel porticciolo, animato tutt'oggi dalle barche dei pescatori. E ai pescatori si deve l'origine del nome: "Casa delle mogli", in quanto un tempo gli uomini erano sempre assenti perché in mare.
Da vedere, in particolare, la Basilica di Santa Maria Assunta, il Castel Dragone, di origine medievale, tutt'ora fortificato e a picco sul mare, il Santuario del Boschetto, a circa un chilometro.
Inoltre da San Rocco c'è uno stupendo panorama sul Golfo.
Da segnalare la Sagra del Pesce, che ha luogo ogni anno nel giorno della festa del patrono dei pescatori, San Fortunato, la seconda domenica di maggio.
Nella piazzetta, in una padella di 4 metri di diametro, con un manico di 6 metri (che serve anche da camino), si friggono 3 tonnellate di pesce azzurro in 3000 litri d'olio per fornire 30.000 piatti di pesce in 750 turni.
La padella fu realizzata nel 1953 dai pescatori con l'iniziativa promozionale di regalare pesce ai turisti e da allora il successo della manifestazione cresce ogni anno.
La sagra inizia in realtà un paio di giorni prima, ma il suo momento più caratteristico è la domenica mattina, con il coreografico arrivo del pesce nel porticciolo e culmina nel pomeriggio, quando il numero dei visitatori raggiunge il massimo. Provare per credere.

EMILIA ROMAGNA

CESENATICO & DINTORNI
EMOZIONI IN ALTO MARE

Siete anche voi fra quelli che nei tanti sogni nel cassetto hanno quello di rivivere in prima persona l'emozione del mare e della pesca tanto ben descritta da Ernest Hemingway?
E allora, se siete dalle parti di Cesenatico, questo vostro sogno può trasformarsi in realtà.
Decine di motonavi partono all'alba dalle località della riviera romagnola, per far ritorno ai porti nel primo pomeriggio. A bordo ci sono pescatori esperti, ma anche neofiti del mulinello. Per provare almeno una volta nella vita ad agganciare tonni, sgombri, spigole…
Si salpa verso le cinque del mattino e in poco più di un'ora , giusto il tempo per preparare le canne da pesca, si raggiungono le 7/8 miglia di distanza dalla costa. I sistemi di rilevamento della nave (radar, scandaglio e gps) individuano i branchi di pesci; immediatamente si spengono i motori, mentre un marinaio getta in mare la pastura e lega due sacchi di sarde sotto sale a poppa e a prua. Terminate queste operazioni, il capitano fa cenno che si può "lanciare". Inizia dunque lo spettacolo: decine di lenze, comprese quelle dei pescatori meno esperti, iniziano a tendersi. Alla fine della giornata i panieri sono pieni. L'emozione è forte, e la levataccia è ripagata. Lo confermano le migliaia di persone che ogni anno fanno questa esperienza. Le iscrizioni sono aperte a tutti, dai cinque anni in su. Il costo di partecipazione si aggira sulle 40/50 mila lire a testa. Gli uffici informazioni delle località balneari hanno gli elenchi delle motonavi (ognuna dispone di circa 40-50 posti, ma è meglio prenotare) e i numeri di telefono dei proprietari. Per maggiori informazioni contattare l'Ufficio Turistico di Cesenatico, tel. 0547/674411.

PUGLIA
LA PORTA D'ORIENTE
E' difficile in un week-end visitare quella che è la vera Porta italiana verso l'Oriente, la Puglia, in modo esaustivo. Questo vuol essere solo un suggerimento, per poter cogliere tutte le impressioni e le sfaccettature di un paesaggio piuttosto "atipico" e ancora poco noto al grande turismo. Un viaggio breve dall'estremo nord al sud della regione: un pizzico di cultura, un po' di suggestione, tanto mare e…perché no? Un assaggio della più autentica cucina mediterranea.
Vieste (FG) La parte più orientale della provincia, di una suggestione unica per gli amanti del vero mare: con scogliere, colori vivi e macchia mediterranea. Godetevi la giornata, dopo un pranzo rigorosamente a base di pesce!
Trani (BA) Preparatevi ad arrivare prima del calare del sole in questa cittadina marina , sede di una delle più suggestive cattedrali d'Italia, lì, proprio sul mare. La cattedrale risale ad epoca romanica (1200 ca). In fotografia non rende nemmeno un decimo della sua bellezza.
Castel Del Monte (BA) Di buon mattino a visitare questo splendido castello, forse residenza di caccia, fatto erigere da Federico II di Svevia. E se il sole splende avrete anche una dimostrazione dei colori vivi della regione: cielo terso azzurro, sole limpido come non mai e pietra bianca. Concedetevi pure un pranzo a base di orecchiette…
Grotte di Castellana (BA) La visita delle grotte è piuttosto lunga;si ha la possibilità di visitare la cosiddetta Grotta Bianca, da molti considerata la più bella grotta del mondo per la purezza dei suoi colori e materiali.
Otranto(LE) Un ultimo sguardo al mare prima della partenza. Una giornata dedicata ad uno dei punti più belli della costa adriatica, ricco anche di suggestioni storiche. La sua storia risale infatti all'epoca della Magna Grecia. Degni di visita la Cattedrale (c.a.1000), la torre e il castello (1400/1500). La cucina salentina saprà offrire sicuramente piatti degni del paesaggio, e soprattutto i vini meritano un assaggio…

SARDEGNA
COSTA SMERALDA
I posti più caldi, tra Baja Sardinia e Porto Rotondo
La Costa Smeralda abbraccia circa 55 chilometri, da Porto Cugnana agli splendidi alberghi di Porto Cervo e al centro turistico di Baja Sardinia. E' la costa italiana più gettonata dai vip di tutto il mondo. Nata negli anni 60 come un eden per ricchi e famosi, in 40 anni non ha mai perso il suo fascino.
Il centro di questo paradiso è Porto Cervo, con le sue architetture neo-mediterranee tutto archi e piazzette, così stupende e perfette da essere quasi opere di fantasia.
La vita mondana si accende intorno alla Piazzetta delle Chiacchiere e al suo Sottopiazza. Da qui si parte per le serate all night long, che movimentano la costa fino all'alba. D'obbligo l'aperitivo in qualche locale trendy, magari con la colonna sonora delle onde che arrivano da lontano…E poi feste e party fino al sorgere del sole…e allora, tutti in spiaggia.
Non c'è che l'imbarazzo della scelta. La Costa Smeralda è infatti un susseguirsi di lidi da sogno, da Liscia di Vacca a nord fino a Razza di Junco a sud.
Un gioiello Liscia Ruja, sulla punta meridionale di Cala di Volpe, a otto chilometri da Porto Cervo. Si tratta di 500 metri di arenile da sogno, da cui sia accede da un sentiero ancora sterrato. La spiaggia, bianchissima, ricorda quelle caraibiche, con in più gli intensi profumi di mirto e corbezzolo. Per completare il quadro d'autore, vicino ala battigia la spiaggia da bianca si fa rosata e digrada in un mare color smeraldo. E' invece piccola e raccolta la spiaggia di Poltu li Coggi, che si trova poco più a nord in località Romazzino. Spiagge da sogno, splendidi hotel…ma non solo. La Costa Smeralda offre particolarità gastronomiche ed enologiche per tutti gli spiriti epicurei.
Da ascoltare: i tipici cori folcloristici. Da ammirare: i fondali più stupefacenti.
COSTA VERDE
Un paradiso selvaggio, tra sabbia e roccia

Chilometri di dorata costa sabbiosa, punteggiata da assolate strutture minerarie, torri costiere costruite per contrastare le incursioni barbaresche, alcune antiche tonnare… In Costa Verde, in provincia di Cagliari, è questo lo scenario che si incontra: lunghissime spiagge di finissima sabbia dorata, gigantesche dune ricoperte da maestosi ginepri secolari, superbe scogliere. Un aspetto predomina su tutto: l'estremo isolamento, che consente lunghe passeggiate nel più totale silenzio, interrotto soltanto dal vento e dal frangersi delle onde. Quello che oggi appare un paradiso naturale, unico in Europa, con al centro un elegante albergo ricavato da un deposito di minerale, un tempo si presentava come una landa perennemente coperta da uno strato di fanghiglia rossastra, prodotta da impianti, ormai dismessi, per la lavorazione dei minerali. Questa fanghiglia veniva trasportata da due corsi d'acqua, il Rio Piscinas e il Rio Naracauli.
Caratteristica la flora dei luoghi, dai profumi intensi e dalle infinite tonalità di verde che in primavera si tinteggiano dell'azzurro del rosmarino e del giallo delle ginestre selvatiche. Ugualmente interessante la fauna: oltre a numerosi esemplari dell'elegante Cervo Sardo, numerosissimi cinghiali. Inoltre, a riprova dell'integrità dell'ambiente naturale, sulle coste sabbiose nidifica la Tartaruga Marina, specie minacciata di estinzione a livello mondiale. Tra gli uccelli si segnalano, tra gli altri, l'Aquila Reale, la rarissima Acquila del Bonelli, il Falco Pellegrino, la Pernice Sarda.
Da visitare:il villaggio di Ingurtosu, decine di casette intorno all'antico Pozzo Maria Teresa, oggi adibito a ufficio postale, su cui domina il Palazzo della Direzione, dalle linee tipicamente anglosassoni.
Non distante dal villaggio si trova il castello in pietra del pozzo Gal, e ancora, da visitare, Villa Idina, la graziosa e solitaria costruzione che ospitava il proprietario della miniera, Lord Brassey. Oggi rimangono le strutture abbandonate a dominare uno tra i più bei panorami della miniera.
A Piscinas un confortevolissimo albergo, Le Dune. Poco distante dalla costruzione, direttamente nella vastissima spiaggia di Piscinas, si può ammirare l'opera del famoso scultore Pietro Cascella, denominata "Ara del Sole" che consente di traguardare, oltre che l'astro solare, una serie di punti di riferimento astronomici, geografici e storici che connotano il sito. Ad Arbus, interessante, il primo museo del coltello sardo.

CAMPANIA
COSTIERA AMALFITANA
Penisola sorrentina: da Ravello a Sorrento
La Costiera Amalfitana è uno dei più famosi itinerari turistici d'Italia, grazie all'eccezionale bellezza dei panorami che si susseguono incessanti in un scenario di rocce, pittoreschi centri abitati, vegetazione lussureggiante e l'incantevole sfondo azzurro del mare.
Si accede alla Penisola Sorrentina grazie all'Autostrada A3 Napoli-Salerno uscendo all'altezza di Castellamare di Stabia. Il percorso può quindi continuare lungo la ss 163. Un percorso litoraneo che passa per Vico Equense, Sorrento, Positano e Praiano. Si prosegue poi per Amalfi, Minori, Maiori, Cetara, Vietri sul mare, Salerno. Tutti questi comuni si collocano tra il Golfo di Napoli e quello di Salerno, divisi tra loro dai Monti Lattari.
Le ville di Ravello
Nella porzione salernitana della penisola il paesaggio è inconfondibile: un'alta parete calcarea incisa da suggestive insenature e da strette vallate, a picco sul mare. Qui minuscole baie ed approdi creati dal lavorio delle onde disegnano ricami di roccia sovrastati dall'intenso colore degli agrumeti secolari, che a loro volta hanno contribuito a modellare le scoscese pareti in forma di terrazze. Ravello è la regina delle ville e dei giardini sul mare, accoccolata sul Monte Civita al centro delle valli formate dai fiumi Dragone e Regina Minor.
Atrani ed Amalfi
Incastrata tra Ravello ed Amalfi , tra la parete rocciosa e il mare appare Atrani, La struttura urbana dall'intreccio medievale è sormontata dai tipici cavalcavia, mentre dalla piccola spiaggia ogni sera le lampare scendono in mare per la pesca, disseminandolo di luci. Allo sbocco della valle dei mulini si affaccia Amalfi. Caratteristici i grappoli di case addossati alla parete rocciosa, protetti dalle antiche torri di guardia e collegati da archi e viuzze. Indelebile è l'impronta lasciata dallo stretto rapporto con il mondo bizantino e arabo. Amalfi va assaporata seduti al tavolino all'aperto di un bar, sorseggiando un aperitivo o un'aranciata ghiacciata.
In direzione di Positano, merita una sosta il fiordo di Furore, l'unico nell'Europa meridionale.
Vi si accede dal mare lungo un ponte, oppure a piedi attraverso una piccola scalinata. Ancora sei chilometri di tornanti ed ecco Positano.
Da Positano a Sorrento
Positano è un altro balcone a precipizio sulle onde blu del Tirreno.
E' il trionfo del colore giallo, quel giallo positano che pennella case e giardini e che tinge i tessuti arabescati con sfumature inconfondibili. Le ville esclusive e le bianche case a cupola bizantina sono il regno di vip ed artisti, che oggi come ieri le conferiscono quello speciale tocco di mondanità. E questo contrasto tra la semplice vita dei pescatori e i raffinati incontri dei protagonisti del bel mondo cattura al primo colpo. Positano irradia luce in ogni momento del giorno. E di notte si illumina degli innumerevoli bagliori che la fanno apparire sfavillante come una vetrina nei giorni di festa.
Sorrento è una vivace cittadina nota per la produzione di arance e limoni e vini pregiati.
Dal Monte Costanzo lo sguardo può spaziare tra i Golfo di Napoli e Salerno, le isolette delle sirene e Capri.
Incantevole l'isola di Capri : il Parco di Augusto, Anacapri e Villa San Michele, dalla cui terrazza si ammira uno splendido panorama.
Da Capri con il battello è possibile fare un'escursione alla celebre Grotta Azzurra e un tour dell'isola in barca.

SICILIA
SALINA
Un weekend forse è un po' poco…magari un weekend lungo (!), in quest'isola della Sicilia veramente da visitare…Incontaminata, selvaggia, vera. E comunque dipende anche da dove vi trovate, se magari siete già in zona...!!
Di forma quasi trapezoidale, con uno sviluppo costiero di 24 km, Salina è la seconda isola delle Eolie per estensione e per numero di abitanti. Mentre le altre isole formano un unico comune, quello di Lipari, Salina è suddivisa in ben tre comuni: Santa Marina Salina, Malfa e Leni. L'isola è costituita da sei vulcani.
Le alte pendici dell'isola sono ammantate di felci, pioppi, castagni e della tipica macchia mediterranea costituita da ginestre, mirti e corbezzoli. Le medie e le basse pendici sono invece terrazzate e cosparse di cespugli di capperi, di fichi d'India, di frutteti oliveti, vigneti. Un viaggio di circumnavigazione dell'isola offre un colpo d'occhio che subito affascina: per le sue coste alte e solenni, per i suoi caratteristici terrazzi di emersione, per le ridenti spiaggette e per i centri abitati, dalle tipiche casette bianche adagiati lungo il mare o a mezza costa. Le casette sono caratterizzate da un pianterreno unico, con tetto e terrazzo, con pergolato sorretto da colonne. Soltanto nei centri abitati si notano case con il primo piano. Per la sua centralità Salina in estate costituisce un centro di escursioni verso le altre isole dell'arcipelago.
Il mare circostante l'isola è ricco di pesci. Abbondante è la pesca di "cicirella", sauri, acciughe, sardine, occhiate e ope. Anche la pesca del pesce spada viene praticata con ottimi risultati.
Da fare: le passeggiate al Santuario della Madonna del Terzito (Valdichiesa), alla riserva naturale orientata dei Monti Fossa delle Felci e dei Porri; le escursioni al Monte Fossa delle Felci, m 962 (il punto più alto dell'Arcipelago) al Monte dei Porri e in Valdichiesa, a Pollara. Da non perdere il periplo dell'isola, e, interessante, la gita in barca alla costa tra P. Lingua e P. delle Tre Pietre e alla costa di ponente.