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| LE
CINQUE TERRE
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Un
tuffo in un quadro naif, dove tutto è colorato, piccolo
e minuto, fermo nel tempo
e voi diventate i soggetti
principali di questo quadro, dove le case, la natura e le
persone sembrano lì apposta per fare da cornice, da
sfondo, da scenografia al momento quasi magico che state vivendo.
Perché i paesini delle cinque terre non sono tradizionali
località marine, sono qualcosa di molto di più
Un'esperienza
che vi rimarrà impressa nella memoria, un'immersione
in un mondo diverso che vi affascinerà a tal punto
da perdere per qualche ora o qualche giorno la concezione
del tempo e dello spazio che quotidianamente vivete
e
la presenza di turisti stranieri, in particolare tedeschi
e americani, contribuirà a darvi quel senso di estraniamento
che vi accompagnerà per scalinate e sentieri, nei vicoli
e nelle piazzette.
Partendo da La Spezia li si incontra in successione lungo
la costa: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza, Monterosso.
Sono raggiungibili anche da Lerici, tramite servizio di battelli.
Qui di seguito troverete alcune informazioni per ciascun paesino,
ma il suggerimento è quello di approfittare dello spirito
di ricerca e di conquista che le Cinque Terre offrono al visitatore.
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RIO
MAGGIORE
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E'
il primo paese che si incontra partendo dalla Spezia.
Il paesaggio è tipicamente verticale, presentando la
classica struttura a gradoni dei borghi situati nelle valli
torrentizie, con pareti ripide ed esiguo fondovalle. Verticali
sono dunque anche le strade, costituite da scale e scalinate.
Visioni da cartone animato, luoghi che la fantasia faticherebbe
a immaginare. La via principale è un canale coperto:
sotto scorre il torrente Rivus Maior, che ha dato il nome al
paese. Le abitazioni presentano lo schema delle case-torre,
sviluppate in altezza su tre quattro piani con non più
di due vani per piano, legate le une alle altre in schiere parallele.
Il materiale da costruzione è locale: le pietre per la
muratura, l'ardesia per i tetti
e su tutte le facciate
i tipici colori giallo e rosa dell'intonaco verniciato. Da vedere,
in particolare: la Chiesa di San Giovanni
Battista, l'Oratorio
dei disciplinati, il Castello,
la Cappella di San Rocco e di San Sebastiano.
Si può passeggiare a Montenero, alla batteria Racchia,
dalla stazione alla marina. Assolutamente da percorrere la Via
dell'Amore che, scavata nella parete rocciosa, porta fino a
Manarola.
Curiosità: in tanta atmosfera, un po' di tecnologia moderna:
il televideo del comune, le telecamere "guardia parco"
e le telecamere subacquee.
Da non perdere un assaggio ai dolci, alle focacce e alle squisite
torte salate di Mare e Monti, Via Signorini 48, sulla stradina
che trovate a sinistra della chiesa principale, quella posta
sopra il centro del paese. |
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MANAROLA
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Arroccata
su uno scosceso promontorio di roccia scura, con il suo piccolo
porto racchiuso tra due speroni rocciosi, anche Manarola è
un borgo di antica origine caratterizzato dalle case-torre.
Stretti vicoli lastricati in pietra raggiungono le case sui
fianchi del promontorio e degli orti. A monte dell'abitato una
piazza in cui sono concentrati gli edifici religiosi. La piramide
di cemento, dipinta di bianco, che spunta tra le case più
alte, è un segnale trigonometrico per i naviganti.
Da vedere: la Chiesa di San Lorenzo,
il campanile a pianta quadrata,
l'Oratorio dei disciplinati, i resti di un antico bastione.
Si può passeggiare lungo la "stradina", dirigersi
all'area attrezzata di punta Bonfiglio o percorrere il sentiero
delle trasparenze marine. Imperdibile la Via dell'Amore, il
percorso scavato nella parete rocciosa che porta fino a Riomaggiore.
Da non perdere: il presepio di Mario (dal
18 dicembre alla fine d gennaio), La processione di San Lorenzo
(10 agosto), La festa dei pittori, Il festival organistico(Luglio-Agosto). |
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| CORNIGLIA |
Il
borgo di Corniglia si differenzia notevolmente dagli altri paesini
delle Cinque Terre per la sua posizione elevata rispetto al
mare.
Il promontorio su cui sorge è alto un centinaio di metri
e precipita ripidissimo e inaccessibile verso il mare. Per raggiungerlo
bisogna salire la "Landarina", una lunga scalinata
di mattoni: 33 rampe con 337 gradini.(c'è anche una strada
carrozzabile che dalla ferrovia conduce al paese).
Anche le case sono più basse, più simili a quelle
dei borghi dell'entroterra. L'abitato si sviluppa lungo la strada
principale, via Fieschi; le case da un lato si affacciano sulla
via, dall'altro guardano il mare.
Da vedere: la Chiesa di San Pietro,
l'Oratorio dei disciplinati di Santa Caterina, i ruderi di una
rocca risalente al 1556, su una rupe a strapiombo sul mare
Si può passeggiare a San Bernardino, a Guvano, allo Spiaggione. |
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| VERNAZZA |
E'
l'unico porto naturale delle Cinque Terre. Il borgo di Vernazza
si sviluppa lungo il torrente Vernazzola (ora coperto) per risalire
sulle pendici di uno sperone roccioso che nasconde l'abitato
a chi proviene dal mare. Ripidi e strettissimi percorsi scendono
lungo la strada principale che sfocia in una piazzetta situata
di fronte al porticciolo.
Accanto alle caratteristiche case torre si aggiungono elementi
architettonici di pregio, quali logge, porticati, portali, testimonianza
della prosperità di cui godette questo paesino durante
la dominazione genovese.
Da vedere: la Chiesa di Santa Margherita
di Antiochia, il Convento
dei Padri Minori Riformati di San Francesco, il Palazzo
porticato, il
Castello Belforte e la torre.
Si può passeggiare a Reggio (non Emilia!) o raggiungere
la cappella sul monte Santa Croce. |
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| MONTEROSSO |
Il
paese è a ridosso di colline coltivate a vite ed ulivo.
La vegetazione circonda l'abitato abbracciandolo. L'antico nucleo
originario di Monterosso si trova sulla collina di San Cristoforo,
che separa in due l'attuale paese; questa parte del borgo, definita
Monterosso Vecchio, è rimasta praticamente intatta e
presenta le stesse caratteristiche degli altri paesini. Le spiagge
estese, le meravigliose scogliere a picco e le acque cristalline
del mare rendono Monterosso il borgo più accogliente
della riviera ligure di levante. Numerosi alberghi e caratteristici
ristoranti danno la possibilità di soggiornare tranquillamente,e
di gustare i piatti tipici della cucina ligure accompagnati
dal famoso vino delle Cinque Terre.
Da vedere: la Chiesa di San Giovanni
Battista, l'Oratorio della
Morte, l'Oratorio di Santa
Croce, il Convento dei Cappuccini,
il Castello e le mura, la
Torre Aurora , il
Gigante (una scultura del 1910 in cemento armato,
alta 14 metri per 1700 quintali raffigurante Nettuno)
Si può camminare lungo la passeggiata delle agavi, andare
a Mesco, al Cenobio degli Olivetani, a Soviore.
Da non perdere: una camminata sulla spiaggia e la festa dell'Infiorata.
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| PORTOVENERE |
Portovenere
non fa parte delle cinque terre, un po' ci assomiglia ma è
un luogo a sé. Arrivando con il battello da Lerici si
ha l'impressione di aver scoperto qualcosa di ancora nascosto
e sconosciuto, una terra di nostra conquista. E' proprio questo
il sentimento che suscita la visione dl Golfo dei Poeti: un
sentimento di conquista, di possesso, in quanto il borgo diventa
subito nostro. E nonostante sia frequentatissimo da turisti
italiani e stranieri, Portovenere non è mai sovrafollato
in quanto soprattutto terra di passaggio Le poche strutture
alberghiere fanno sì che sia meta di week-end di visite
in giornata.
Da vedere: il Castello genovese,
la Chiesa di San Lorenzo,
lo strapiombo di Byron.
E all'estremità del promontorio, la coreografica e scenografica
Chiesa di San Pietro, risalente al 1277, superprenotata per
matrimoni in ogni stagione.
Da Portovenere si accede per mare alle isole Palmaria, Tino
e Tinetto. L'isola Palmaria è uno splendido parco naturale
ricco di spiagge e di rocce per una vacanza balneare inconsueta
ed è attraversata da sentieri, ideali per passeggiate
nel verde. |
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UNA
FOCACCIA A CAMOGLI
Focacce
di ogni tipo: lisce, con le olive, con le cipolle, con i pomodori
Camogli è famosa per le sue focacce a non solo!
E' un caratteristico borgo affacciato sul Golfo Paradiso e protetto
dal promontorio di Portofino.
Alte case a colori vivaci strette le une alle altre, separate
da vicoli stretti e arrampicate sulla costa.
Il suo nucleo medievale, caratterizzato dai vicoli in salita,
da gradini e portici, trova sbocco nel porticciolo, animato
tutt'oggi dalle barche dei pescatori. E ai pescatori si deve
l'origine del nome: "Casa delle mogli", in quanto
un tempo gli uomini erano sempre assenti perché in mare.
Da vedere, in particolare, la Basilica di Santa Maria Assunta,
il Castel Dragone, di origine medievale, tutt'ora fortificato
e a picco sul mare, il Santuario del Boschetto, a circa un chilometro.
Inoltre da San Rocco c'è uno stupendo panorama sul Golfo.
Da segnalare la Sagra del Pesce, che ha luogo ogni anno nel
giorno della festa del patrono dei pescatori, San Fortunato,
la seconda domenica di maggio.
Nella piazzetta, in una padella di 4 metri di diametro, con
un manico di 6 metri (che serve anche da camino), si friggono
3 tonnellate di pesce azzurro in 3000 litri d'olio per fornire
30.000 piatti di pesce in 750 turni.
La padella fu realizzata nel 1953 dai pescatori con l'iniziativa
promozionale di regalare pesce ai turisti e da allora il successo
della manifestazione cresce ogni anno.
La sagra inizia in realtà un paio di giorni prima, ma
il suo momento più caratteristico è la domenica
mattina, con il coreografico arrivo del pesce nel porticciolo
e culmina nel pomeriggio, quando il numero dei visitatori raggiunge
il massimo. Provare per credere. |

EMILIA ROMAGNA
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CESENATICO
& DINTORNI
EMOZIONI
IN ALTO MARE
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Siete
anche voi fra quelli che nei tanti sogni nel cassetto hanno
quello di rivivere in prima persona l'emozione del mare e della
pesca tanto ben descritta da Ernest Hemingway?
E allora, se siete dalle parti di Cesenatico, questo vostro
sogno può trasformarsi in realtà.
Decine di motonavi partono all'alba dalle località della
riviera romagnola, per far ritorno ai porti nel primo pomeriggio.
A bordo ci sono pescatori esperti, ma anche neofiti del mulinello.
Per provare almeno una volta nella vita ad agganciare tonni,
sgombri, spigole
Si salpa verso le cinque del mattino e in poco più di
un'ora , giusto il tempo per preparare le canne da pesca, si
raggiungono le 7/8 miglia di distanza dalla costa. I sistemi
di rilevamento della nave (radar, scandaglio e gps) individuano
i branchi di pesci; immediatamente si spengono i motori, mentre
un marinaio getta in mare la pastura e lega due sacchi di sarde
sotto sale a poppa e a prua. Terminate queste operazioni, il
capitano fa cenno che si può "lanciare". Inizia
dunque lo spettacolo: decine di lenze, comprese quelle dei pescatori
meno esperti, iniziano a tendersi. Alla fine della giornata
i panieri sono pieni. L'emozione è forte, e la levataccia
è ripagata. Lo confermano le migliaia di persone che
ogni anno fanno questa esperienza. Le iscrizioni sono aperte
a tutti, dai cinque anni in su. Il costo di partecipazione si
aggira sulle 40/50 mila lire a testa. Gli uffici informazioni
delle località balneari hanno gli elenchi delle motonavi
(ognuna dispone di circa 40-50 posti, ma è meglio prenotare)
e i numeri di telefono dei proprietari. Per maggiori informazioni
contattare l'Ufficio Turistico di Cesenatico, tel. 0547/674411. |
PUGLIA
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LA
PORTA D'ORIENTE
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E'
difficile in un week-end visitare quella che è la vera
Porta italiana verso l'Oriente, la Puglia, in modo esaustivo.
Questo vuol essere solo un suggerimento, per poter cogliere
tutte le impressioni e le sfaccettature di un paesaggio piuttosto
"atipico" e ancora poco noto al grande turismo. Un
viaggio breve dall'estremo nord al sud della regione: un pizzico
di cultura, un po' di suggestione, tanto mare e
perché
no? Un assaggio della più autentica cucina mediterranea.
Vieste (FG) La parte più orientale della provincia,
di una suggestione unica per gli amanti del vero mare: con scogliere,
colori vivi e macchia mediterranea. Godetevi la giornata, dopo
un pranzo rigorosamente a base di pesce!
Trani (BA) Preparatevi ad arrivare prima del calare del
sole in questa cittadina marina , sede di una delle più
suggestive cattedrali d'Italia, lì, proprio sul mare.
La cattedrale risale ad epoca romanica (1200 ca). In fotografia
non rende nemmeno un decimo della sua bellezza.
Castel Del Monte (BA) Di buon mattino a visitare questo
splendido castello, forse residenza di caccia, fatto erigere
da Federico II di Svevia. E se il sole splende avrete anche
una dimostrazione dei colori vivi della regione: cielo terso
azzurro, sole limpido come non mai e pietra bianca. Concedetevi
pure un pranzo a base di orecchiette
Grotte di Castellana (BA) La visita delle grotte è
piuttosto lunga;si ha la possibilità di visitare la cosiddetta
Grotta Bianca, da molti considerata la più bella grotta
del mondo per la purezza dei suoi colori e materiali.
Otranto(LE) Un ultimo sguardo al mare prima della partenza.
Una giornata dedicata ad uno dei punti più belli della
costa adriatica, ricco anche di suggestioni storiche. La sua
storia risale infatti all'epoca della Magna Grecia. Degni di
visita la Cattedrale (c.a.1000), la torre e il castello (1400/1500).
La cucina salentina saprà offrire sicuramente piatti
degni del paesaggio, e soprattutto i vini meritano un assaggio
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SARDEGNA
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COSTA
SMERALDA
I posti più caldi, tra Baja Sardinia e Porto Rotondo
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La
Costa Smeralda abbraccia circa 55 chilometri, da Porto Cugnana
agli splendidi alberghi di Porto Cervo e al centro turistico
di Baja Sardinia. E' la costa italiana più gettonata
dai vip di tutto il mondo. Nata negli anni 60 come un eden per
ricchi e famosi, in 40 anni non ha mai perso il suo fascino.
Il centro di questo paradiso è Porto Cervo, con le sue
architetture neo-mediterranee tutto archi e piazzette, così
stupende e perfette da essere quasi opere di fantasia.
La vita mondana si accende intorno alla Piazzetta delle Chiacchiere
e al suo Sottopiazza. Da qui si parte per le serate all night
long, che movimentano la costa fino all'alba. D'obbligo l'aperitivo
in qualche locale trendy, magari con la colonna sonora delle
onde che arrivano da lontano
E poi feste e party fino al
sorgere del sole
e allora, tutti in spiaggia.
Non c'è che l'imbarazzo della scelta. La Costa Smeralda
è infatti un susseguirsi di lidi da sogno, da Liscia
di Vacca a nord fino a Razza di Junco a sud.
Un gioiello Liscia Ruja, sulla punta meridionale di Cala di
Volpe, a otto chilometri da Porto Cervo. Si tratta di 500 metri
di arenile da sogno, da cui sia accede da un sentiero ancora
sterrato. La spiaggia, bianchissima, ricorda quelle caraibiche,
con in più gli intensi profumi di mirto e corbezzolo.
Per completare il quadro d'autore, vicino ala battigia la spiaggia
da bianca si fa rosata e digrada in un mare color smeraldo.
E' invece piccola e raccolta la spiaggia di Poltu li Coggi,
che si trova poco più a nord in località Romazzino.
Spiagge da sogno, splendidi hotel
ma non solo. La Costa
Smeralda offre particolarità gastronomiche ed enologiche
per tutti gli spiriti epicurei.
Da ascoltare: i tipici cori folcloristici. Da ammirare: i fondali
più stupefacenti. |
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COSTA
VERDE
Un paradiso selvaggio, tra sabbia e roccia
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Chilometri
di dorata costa sabbiosa, punteggiata da assolate strutture
minerarie, torri costiere costruite per contrastare le incursioni
barbaresche, alcune antiche tonnare
In Costa Verde, in
provincia di Cagliari, è questo lo scenario che si incontra:
lunghissime spiagge di finissima sabbia dorata, gigantesche
dune ricoperte da maestosi ginepri secolari, superbe scogliere.
Un aspetto predomina su tutto: l'estremo isolamento, che consente
lunghe passeggiate nel più totale silenzio, interrotto
soltanto dal vento e dal frangersi delle onde. Quello che oggi
appare un paradiso naturale, unico in Europa, con al centro
un elegante albergo ricavato da un deposito di minerale, un
tempo si presentava come una landa perennemente coperta da uno
strato di fanghiglia rossastra, prodotta da impianti,
ormai dismessi, per la lavorazione dei minerali. Questa fanghiglia
veniva trasportata da due corsi d'acqua, il Rio Piscinas e il
Rio Naracauli.
Caratteristica la flora dei luoghi, dai profumi intensi e dalle
infinite tonalità di verde che in primavera si tinteggiano
dell'azzurro del rosmarino e del giallo delle ginestre selvatiche.
Ugualmente interessante la fauna: oltre a numerosi esemplari
dell'elegante Cervo Sardo, numerosissimi cinghiali. Inoltre,
a riprova dell'integrità dell'ambiente naturale, sulle
coste sabbiose nidifica la Tartaruga Marina, specie minacciata
di estinzione a livello mondiale. Tra gli uccelli si segnalano,
tra gli altri, l'Aquila Reale, la rarissima Acquila del Bonelli,
il Falco Pellegrino, la Pernice Sarda.
Da visitare:il villaggio di Ingurtosu,
decine di casette intorno all'antico Pozzo Maria Teresa, oggi
adibito a ufficio postale, su cui domina il Palazzo della Direzione,
dalle linee tipicamente anglosassoni.
Non distante dal villaggio si trova il castello in pietra del
pozzo Gal, e ancora, da visitare, Villa Idina, la graziosa e
solitaria costruzione che ospitava il proprietario della miniera,
Lord Brassey. Oggi rimangono le strutture abbandonate a dominare
uno tra i più bei panorami della miniera.
A Piscinas un confortevolissimo albergo, Le Dune. Poco distante
dalla costruzione, direttamente nella vastissima spiaggia di
Piscinas, si può ammirare l'opera del famoso scultore
Pietro Cascella, denominata "Ara del Sole" che consente
di traguardare, oltre che l'astro solare, una serie di punti
di riferimento astronomici, geografici e storici che connotano
il sito. Ad Arbus, interessante, il primo museo del coltello
sardo. |
CAMPANIA
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COSTIERA
AMALFITANA
Penisola sorrentina: da Ravello a Sorrento
La
Costiera Amalfitana è uno dei più famosi itinerari
turistici d'Italia, grazie all'eccezionale bellezza dei panorami
che si susseguono incessanti in un scenario di rocce, pittoreschi
centri abitati, vegetazione lussureggiante e l'incantevole sfondo
azzurro del mare.
Si accede alla Penisola Sorrentina grazie all'Autostrada A3
Napoli-Salerno uscendo all'altezza di Castellamare di Stabia.
Il percorso può quindi continuare lungo la ss 163. Un
percorso litoraneo che passa per Vico Equense, Sorrento, Positano
e Praiano. Si prosegue poi per Amalfi, Minori, Maiori, Cetara,
Vietri sul mare, Salerno. Tutti questi comuni si collocano tra
il Golfo di Napoli e quello di Salerno, divisi tra loro dai
Monti Lattari. |
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Le
ville di Ravello
Nella porzione salernitana della penisola il paesaggio è
inconfondibile: un'alta parete calcarea incisa da suggestive
insenature e da strette vallate, a picco sul mare. Qui minuscole
baie ed approdi creati dal lavorio delle onde disegnano ricami
di roccia sovrastati dall'intenso colore degli agrumeti secolari,
che a loro volta hanno contribuito a modellare le scoscese pareti
in forma di terrazze. Ravello è la regina delle ville
e dei giardini sul mare, accoccolata sul Monte Civita al centro
delle valli formate dai fiumi Dragone e Regina Minor. |
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Atrani
ed Amalfi
Incastrata tra Ravello ed Amalfi , tra la parete rocciosa e
il mare appare Atrani, La struttura urbana dall'intreccio medievale
è sormontata dai tipici cavalcavia, mentre dalla piccola
spiaggia ogni sera le lampare scendono in mare per la pesca,
disseminandolo di luci. Allo sbocco della valle dei mulini si
affaccia Amalfi. Caratteristici i grappoli di case addossati
alla parete rocciosa, protetti dalle antiche torri di guardia
e collegati da archi e viuzze. Indelebile è l'impronta
lasciata dallo stretto rapporto con il mondo bizantino e arabo.
Amalfi va assaporata seduti al tavolino all'aperto di un bar,
sorseggiando un aperitivo o un'aranciata ghiacciata.
In direzione di Positano, merita una sosta il fiordo di Furore,
l'unico nell'Europa meridionale.
Vi si accede dal mare lungo un ponte, oppure a piedi attraverso
una piccola scalinata. Ancora sei chilometri di tornanti ed
ecco Positano. |
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Da
Positano a Sorrento
Positano è un altro balcone a precipizio sulle
onde blu del Tirreno.
E' il trionfo del colore giallo, quel giallo positano che pennella
case e giardini e che tinge i tessuti arabescati con sfumature
inconfondibili. Le ville esclusive e le bianche case a cupola
bizantina sono il regno di vip ed artisti, che oggi come ieri
le conferiscono quello speciale tocco di mondanità. E
questo contrasto tra la semplice vita dei pescatori e i raffinati
incontri dei protagonisti del bel mondo cattura al primo colpo.
Positano irradia luce in ogni momento del giorno. E di notte
si illumina degli innumerevoli bagliori che la fanno apparire
sfavillante come una vetrina nei giorni di festa.
Sorrento è una vivace cittadina nota per la produzione
di arance e limoni e vini pregiati.
Dal Monte Costanzo lo sguardo può spaziare tra i Golfo
di Napoli e Salerno, le isolette delle sirene e Capri.
Incantevole l'isola di Capri : il Parco di Augusto, Anacapri
e Villa San Michele, dalla cui terrazza si ammira uno splendido
panorama.
Da Capri con il battello è possibile fare un'escursione
alla celebre Grotta Azzurra e un tour dell'isola in barca. |
SICILIA
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SALINA
Un
weekend forse è un po' poco
magari un weekend lungo
(!), in quest'isola della Sicilia veramente da visitare
Incontaminata,
selvaggia, vera. E comunque dipende anche da dove vi trovate,
se magari siete già in zona...!!
Di forma quasi trapezoidale, con uno sviluppo costiero di 24
km, Salina è la seconda isola delle Eolie per estensione
e per numero di abitanti. Mentre le altre isole formano un unico
comune, quello di Lipari, Salina è suddivisa in ben tre
comuni: Santa Marina Salina, Malfa e Leni. L'isola è
costituita da sei vulcani.
Le alte pendici dell'isola sono ammantate di felci, pioppi,
castagni e della tipica macchia mediterranea costituita da ginestre,
mirti e corbezzoli. Le medie e le basse pendici sono invece
terrazzate e cosparse di cespugli di capperi, di fichi d'India,
di frutteti oliveti, vigneti. Un viaggio di circumnavigazione
dell'isola offre un colpo d'occhio che subito affascina: per
le sue coste alte e solenni, per i suoi caratteristici terrazzi
di emersione, per le ridenti spiaggette e per i centri abitati,
dalle tipiche casette bianche adagiati lungo il mare o a mezza
costa. Le casette sono caratterizzate da un pianterreno unico,
con tetto e terrazzo, con pergolato sorretto da colonne. Soltanto
nei centri abitati si notano case con il primo piano. Per la
sua centralità Salina in estate costituisce un centro
di escursioni verso le altre isole dell'arcipelago.
Il mare circostante l'isola è ricco di pesci. Abbondante
è la pesca di "cicirella", sauri, acciughe,
sardine, occhiate e ope. Anche la pesca del pesce spada viene
praticata con ottimi risultati.
Da fare: le passeggiate al Santuario della Madonna del Terzito
(Valdichiesa), alla riserva naturale orientata dei Monti Fossa
delle Felci e dei Porri; le escursioni al Monte Fossa delle
Felci, m 962 (il punto più alto dell'Arcipelago) al Monte
dei Porri e in Valdichiesa, a Pollara. Da non perdere il periplo
dell'isola, e, interessante, la gita in barca alla costa tra
P. Lingua e P. delle Tre Pietre e alla costa di ponente. |
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