|
|
|
|
|
600
tipi di vini nella Rocca Sforzesca
|
I
vini dell'Emilia Romagna, con il loro gusto inconfondibile e
una marcata personalità, hanno ispirato grandi talenti.
Gutturnio, Lambrusco, Sangiovese, Albana, Fortana , sono solo
alcuni esempi dei frutti di un territorio di eccezionale varietà
e forte vocazione vinicola. In una regione in cui la cultura
eno-gastronomica vive tra splendide città d'arte, immersa
in un panorama di indiscutibile fascino, nasce l'Enoteca regionale
Emilia-Romagna che dal 1970 valorizza e promuove i vini DOC
della regione, facendoli apprezzare in tutto il mondo. All'interno
della suggestiva Rocca Sforzesca (XIII sec), adiacente al pittoresco
borgo medioevale di Dozza, l'Enoteca espone oltre 600 tipi di
vini, dei 200 produttori associati, che possono essere degustati
ed acquistati sotto la guida di esperti sommelier. L'enoteca
è aperta tutti i giorni, escluso il lunedì.
|

TOSCANA
|
|
Tra
le colline del chianti
|
Sfumature
di verde e di rosso: le tinte della campagna toscana, le gradazioni
del rosso in bottiglia.
Una gamma di colori sorprende il turista al suo arrivo, italiano
e straniero. Gli inglesi lo adorano e l'hanno rinominato Chiantishire
come fosse una contea della vecchia Inghilterra. Mentre tedeschi
ancora più chic spesso lo chiamano Cianti, con la loro
proverbiale dura pronuncia.
I primi vigneti del Chianti compaiono verso Poggibonsi e in
mezzo si snoda la strada maestra che sembra portare nel paradiso
terrestre: è la via Chiantigiana, appunto, che corre
tra colline e collinette, case coloniche e castelli, borghi
medievali chiusi nella cinta di mura antiche, oliveti, cipressi
e macchie boscose.
E vigneti naturalmente, tantissimi verdi vigneti. Il segreto
del rosso più conosciuto del mondo è tutto in
queste pendenze, in questi terreni d'arenaria e alberese, ma
anche di sabbia e di argilla. Nel Chianti senese, ad est di
Poggibonsi, s'incontra, per esempio, il paesotto fortificato
di Castelnuovo Berardenga, una meta d'obbligo per gli amanti
di prosciutti salsicce e cinghiali. Poco lontano c'è
Castellina in Chianti, centro dal profilo rinascimentale posto
a 578 metri e aperto sulle valli dell'Arbia e della Pesa, da
cui si gode un'ampia vista sulla campagna, ricca di castelli
e case coloniche. Verso est, percorrendo la statale della Val
d'Elsa, si incontra Radda in Chianti: una cittadina interamente
dedita alla vinificazione, che conserva pezzi delle mura medievali
e la pianta ellittica; e, appena fuori le mura, l'incantevole
Convento di Santa Maria in Prato, dove risplende la Madonna
col Bambino dipinta nel 1474 da Neri di Bicci.
Muovendosi tra filari di viti e cipressi si arriva a Gaiole,
nelle cui vicinanze si trova quella che fu l'abbazia di San
Lorenzo a Coltibuono, dove, invece dei monaci vallombrosiani,
oggi operano gli esperti viticoltori di una moderna azienda.
Greve in Chianti, invece, è un piccolo centro nel cuore
della regione caratterizzato dall'antica piazza triangolare
e morbidamente adagiato in una conca verdissima, circondata
da piccoli borghi medievali e pievi solitarie. A San Casciano
Val di Pesa ci sono invece due capolavori dell'arte italiana:
un Crocifisso in legno di Simone Martini e una splendida Madonna
col Bambino del Lorenzetti. Ai margini del circuito marchigiano
si trova infine Barberino Val D'Elsa, che curiosamente è
spaccato a metà: una parte sola ha avuto l'onore di essere
inserita nel comprensorio del Chianti. Sono in tutto nove i
comuni che un decreto ministeriale inserì nel cerchio
magico.
Dove degustare:
-a Gaiole in Chianti, cantina del Castello di Ama
-a Castelnuovo Berardenga da Dievole
Dove cenare:
-a Cintoia Bassa Osteria Locanda Tre Castelli (menù da
35.000)
-a Greve Ristorante Residence hotel Casprini da Omero (menù
da 35.000)
Per chi vuol trovare tutto deve recarsi a Siena, all'Enoteca
italiana : Fortezza Medicea I, tel 0577288497. In pieno centro
cittadino, questa enoteca è nata nel 1950 e concentra
mille etichette interessanti.
E per chi vuole navigare
www.chianticlassico.com |
PIEMONTE
|
FRA
LE COLLINE DEL BAROLO
Una
giostra di colline che si intrecciano e si affacciano su un'ampia
vallata che ospita il capoluogo di queste terre: Alba.
Sono undici i paesi delle Langhe che ospitano i "santuari"
dell'enologia: Barolo, Serralunga, Castiglion Falletto, La Morra,
Novello, Monforte d'Alba, Grinzane Cavour, Diano D'Alba, Roddi,
Verduno, Alba. Un panorama di campanili, di torri, di castelli,
di cascine, di colline ampie e tondeggianti. E naturalmente
di vigneti, 1200 ettari di superficie vitata, per essere precisi.
La produzione del Barolo su queste terre è un'attività
iniziata sin dai primi decenni dell'800: una data che separa
due modi di vinificare e di intendere il vino. Dalle uve nebbiolo
presenti in zona, infatti, da secoli si otteneva un vino dalle
caratteristiche amabili per il suo elevato tenore zuccherino.
Fu la marchesa di Barolo, Giulia Falletti, a dare impulso determinante
alla produzione del nebbiolo come vino secco, facendolo "alla
moda dei vini di Bordeaux"."I consigli ricevuti dal
Conte Odart, celebre enologo francese chiamato in zona dall'allora
giovane Camillo Benso Conte di Cavour per risollevare le sorti
delle proprie cantine, portò a risultati convincenti
ed entusiasmanti. Il vino ottenuto venne battezzato con il nome
della residenza della Marchesa. Nasceva così il Barolo.
Barolo non è come altri paesini in cima a una collina,
bensì a metà della valle, su una specie di promontorio
che raccoglie le case e il castello marchionale della famiglia
Falletti. Nella piazzetta antistante il castello si trova la
Chiesa parrocchiale di San Donato, dove c'è il sepolcro
degli antichi feudatari. Qui ha sede l'Enoteca regionale del
Barolo. Oltre alla sezione espositiva delle bottiglie dei produttori
aderenti, nell'Enoteca è possibile degustare ed acquistare
le bottiglie desiderate.
Come è possibile farlo nelle varie cantine degli altri
dieci paesini intorno. |
|
|
E
LE COLLINE DEL BARBARESCO
A
nord est di Alba c'è un piccolo anfratto di Lana che
comprende i comuni di Barbaresco, Treiso, Neive e S. Rocco,
Seno d'Elvio. Qui le colline si aprono dolci come immensi anfiteatri
per cadere, quasi repentine, dove il Tanaro le divide dalla
pianura.
Poco più di due milioni di bottiglie di Barbaresco vengono
qui prodotte su una superficie di circa cinquecento ettari di
vigneti distesi fra i 400/500 metri di altitudine. Vecchie case
di paese, cascinali di campagna, piccole chiese e cappelle
Il Barbaresco non è un vino qualsiasi e molti, soprattutto
all'estero, lo considerano addirittura il migliore dei vini
italiani.
Nonostante l'omogeneità del territorio, ogni vigna si
differenzia da un'altra per mille sfumature, minime nuances
di profumo: viola tabacco, liquirizia
A Treiso, osservando
le vigne verso i costoni più alti delle colline si può
ammirare la Rocca detta "dei sette fratelli":
un susseguirsi maestoso di calanchi a strapiombo la cui origine
si confonde tra le cause naturali che attribuiscono il fenomeno
all'erosione delle acque e le vicende drammatiche dei misteriosi
racconti del passato.
Neive si trova invece sulla punta di un cocuzzolo. Il suo centro
storico è molto ben conservato e sono parecchi i reperti
storici e architettonici che testimoniano il passato della cittadina.
Tutto il centro medievale è degno di attenzione, con
le belle case in pietra, i portoncini in legno restaurati, la
strada che con i suoi saliscendi si apre su curati giardini.
Sulla collina di Barbaresco si affacciano numerose piccole aziende
e cascinali.
Oltre alle degustazioni nelle varie cantine della zona, ai buongustai
si consiglia una sosta in una delle numerose trattorie che offrono
forniti menu di cucina tipica locale. |
TRENTINO
ALTO ADIGE
|
LA
STRADA DEL VINO
36
chilometri attraverso i centri dell' Oltradige che stendono
i propri vigneti sulle prime pendici della Mendola.
La strada del vino, creata ai primi del ' 900, all'inizio della
stagione autunnale è un percorso tra i colori e le sfumature
di un quadro impressionista.
A seconda del tempo a disposizione è possibile percorrerla
tutta facendo un'unica tappa nel paese prescelto, oppure sostando
in più cantine per verificare le differenze dei vari
vini proposti.
Il primo paese che si incontra è Cornaiano, dove è
possibile iniziare le degustazioni presso la "Cantina Produttori
di Colterenzio" oppure presso la privata "Niedermayr".
Più avanti si incontra Appiano, un borgo di palazzetti
con ben sette chiese e diversi manieri.
Degustazioni e acquisti presso la "Cantina Sociale San
Michele di Appiano" e l'azienda pluricentenaria "Josef
Brigl".
Da Appiano la Strada del vino porta a Caldaro: vecchi castelli,
residenze, chiesa parrocchiale in stile classico barocco del
18 ° secolo, altre chiese, e la fontana barocca nella piazza
del paese.
Per degustare il celebre rosso del luogo, da uve Schiava e contributi
di Pinot nero e Lagrein, una visita alla "Cantina Sociale
Erste & Neue", e alla "Viticoltori Caldaro.
Da segnalare anche la "Di Pauli", presso la
quale è allestito un importante Museo del Vino.
Da Caldaro la strada del vino porta al lago con tutti i suoi
famosi vigneti. A metà strada verso il lago si trova
Castel Ringberg, del 1600, con un Museo del Vino e con una collezione
di castelli dell'Alto Adige in miniatura. Il Lago di Caldaro,
il più grande e il più caldo dell'Alto Adige,
è circondato da vigneti per tre lati, offre 4 stazioni
balneari e la possibilità di fare vela.
Proseguendo si incontra Termeno/Tramin, patria del profumatissimo
Gewurztraminer, che si apprezza sotto le volte della cantina
"Hofstatter", già fornitrice della casa
imperiale, o presso la "Hokellerei Walch",
ambientata in un suggestivo convento medievale.
Più avanti c'è Cortaccia, con le sue sparse frazioni
e il Castello di Niclara, dove viene prodotto il Muller Thurgau
della "Tiefenbrunner", da vigneti record a
1000 metri di quota. Il percorso termina a Magrè, dove
si trovano le pregiate etichette Pinot Grigio e Chardonnay della
storica "Lageder".
Sulla strada del ritorno, sul versante opposto, tappa a Montagna
per assaggiare il Pinot Nero della cantina "Franz Haas".
Deviazioni lungo il percorso: vicino ad Appiano c'è una
bellissima passeggiata , ai cosiddetti Eislochern. Un giardino
di pietre in mezzo al bosco con piante rare. Nel bosco si trovano
anche il grande e il piccolo lago di Monticolo, 6 chilometri
da Appiano.
Da Appiano una strada curvosa porta al Passo della Mendola,
raggiungibile anche da Caldaro con la famosa cremagliera, inaugurata
nel 1901 e ancora funzionante.
Dal Passo Mendola si può godere una bella veduta sull'Oltradige,
particolarmente dal Penegal, che è raggiungibile in 45
minuti a piedi dal Passo oppure in auto in pochi minuti. |

VENETO
|
APERITIVO
D'AUTUNNO , UN PROSECCO A CONEGLIANO
Conegliano
è una graziosa cittadina della provincia veneta, immersa
nella quiete e nei colori della natura. A settembre diventa
una simpatica meta per vedere da vicino il rito della vendemmia
sulle colline dipinte da Gian Battista Cima nel 15° secolo.
Qui si coltiva da secoli il vitigno del prosecco, un vino frizzante,
dal lieve bouquet floreale. Ottimo come aperitivo, per chi apprezza
le bollicine lo è altrettanto per pasteggiare. Da vedere
a Conegliano: Villa Maser, una delle strutture architettoniche
più armoniose e ben conservate del Palladio. Da non perdere
al tramonto il panorama che si gode dalla torre della Guardia
del Castello medievale. Calli, portici e piazzette caratterizzano
il centro storico invitando allo shopping negli eleganti negozi.
Da metà settembre a metà ottobre numerose tenute
vinicole del luogo aprono le porte a intenditori e turisti per
visite guidate nei vigneti e degustazioni nelle proprie cantine.
Mostre e spettacoli, dibattiti e manifestazioni varie completano
l'atmosfera di festa. |
|
|
| |
|
|
|
| |
|